La foto con la benda sarebbe stata «condivisa» da un poliziotto. Trovato l’agente che avrebbe messo in rete lo scatto

Secondo Il Giornale ci sarebbe una svolta nell’inchiesta interna dell’Arma dei Carabinieri sull’autore della foto di Natale Hjorth ammanettato, con una benda sugli occhiali e col capo chino in una stanza della caserma dei Carabinieri di Roma.

Natale Hjorth è il ragazzo americano arrestato, insieme a Lee Elder, per l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega.

Ieri sarebbero stati interrogati alcuni agenti della questura di Roma sospettati di aver postato l’immagine del ragazzo americano in una chat comune delle forze dell’ordine. L’ipotesi è che si tratti di «una persona vicina al carabiniere immediatamente trasferito ad altro incarico, autore del bendaggio e dello scatto». «Tra i due – scrive ancora Il Giornale – ci sarebbe stato uno scambio privato dell’immagine».

Chi ha divulgato la foto avrebbe lasciato in rete una traccia, tanto che gli esperti dei carabinieri lo avrebbero identificato. Con l’aiuto della stessa polizia postale e delle telecomunicazioni? Bocche cucite in questura su un caso a dir poco delicato.
Il divulgatore della fotonotizia, lo «spione», è accusato dalla Procura militare e da quella civile di divulgazione di notizie segrete o riservate. «Un atto che andava denunciato ma non sui social», spiega il procuratore militare Antonio Sabino. Il rischio che correrebbe è la sospensione dal servizio o, nella peggiore beige ipotesi, il congedo con disonore.

Un fatto grave, la costrizione sulla sedia anche per i familiari dei due diciannovenni che temono reazioni poco ortodosse nei confronti dei loro figli. Quella dei social, soprattutto le chat di gruppo, è una pratica che ha destabilizzato più volte le forze dell’ordine.

La «smania» della condivisione, soprattutto se si tratta di fake news, crea problemi fin dal giorno della morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.