LA COCAINA ERA SALE, CONDANNATI PER ARRESTO ILLEGALE DUE POLIZIOTTI

(di Marco Preve) – Sei anni dopo quel pomeriggio allucinante due giovani genovesi hanno visto condannare per arresto illegale due poliziotti, all’epoca dei fatti in servizio alla polizia stradale in servizio sull’A7.

Giuseppe Raucci ed Enrico Satta sono stati condannati dal Tribunale di Pavia a sei mesi e al risarcimento in sede civile con una provvisionale di 4mila euro all’unico delle due parti offese che si era costituito parte civile con l’avvocato Giovanni Battista Delle Piane del foro di Genova.

I due genovesi furono arrestati con le pistole puntate, ammanettati in autostrada e poi accusati di essersi sbarazzati di un pacchetto di cocaina che però si rivelò sale anti ghiaccio.

I due amici stavano raggiungendo Milano dove avevano avuto un colloquio per un possibile lavoro in Australia. Sulla strada del ritorno, poco dopo aver superato la barriera autostradale di Milano erano stati affiancati da una volante della Polstrada e una gente aveva intimato di accostare. Lo avevano fatto e lì era iniziato l’incubo.

“Appena fermo – aveva raccontato il conducente – mi è stata puntata la pistola…appena ho aperto sono stato ammanettato al volante mentre il mio amico è stato girato per terra e ammanettato a sua volta dicendo che aveva lanciato un presunto pacchetto dal finestrino…”.

Per un’ora i due genovesi non si muoveranno da quella posizione, mentre i due agenti ispezionano la strada alla ricerca della droga, anche con l’aiuto di torce elettriche poiché nel frattempo era diventato buio.

Quando uno dei due poliziotti urla di aver trovato il grumo di cocaina i due precipitano nel terrore. Il rientro verso la caserma avviene in condizioni di angoscia. Uno die due agenti si mette alla guida della vettura con il proprietario che in aula ricorderà di avergli detto “di rallentare perché andava velocissimo tenendo le marce basse dicendomi che tanto ormai la macchina era loro perché l’avrebbero sequestrata”.

Una volta in caserma i colleghi degli agenti scoprono rapidamente che quella non era cocaina ma sale anti gelo. Ai due viene negata la possibilità di avvisare familiari o avvocato e quando vengono rilasciati in un autogrill chiamano finalmente i genitori e gli amici. In seguito presentano una denuncia e si mette in moto la macchina della giustizia che pochi gironi fa ha portato alla sentenza di primo grado.

I due agenti sono stati assolti dalle accuse di sequestro di persona e violenza privata ma condannati per l’arresto illegale, il primo capo d’imputazione come compilato dal gip Fabio Lambertucci poiché “Intimavano a C. e O. tramite l’utilizzo di armi puntate al volto di scendere dalla macchina; applicavano loro le  manette con l’uso della violenza senza chiedere i documenti di identificazione… il primo ammanettato al volante e il secondo fatto cadere a terra e lì lasciato ammanettato…salvo poi costringere gli stessi a seguirli negli uffici in assenza di prove e pur potendo verificare la loro estraneità ai fatti di reato sul luogo…”. (La Repubblica)