LA BANDIERA NON ERA NAZISTA. LA GOGNA MEDIATICA CONTRO L’ARMA FA NOTIZIA

Non era una bandiera nazista e il carabiniere in questione non aveva mai espresso simpatie estremiste. Il colonnello Raffaele Fedocci ha accolto il ricorso del militare, perché non c’era fanatismo politico in quel vessillo esposto nella caserma di Firenze, ma solo una passione per la storia. Si trattava infatti di un simbolo del secondo Reich tedesco, ben distante dagli anni bui di Adolf Hitler. Una vicenda nella quale si sono distinti alcuni maestri della penna rossa che hanno puntato il loro fremente dito contro il carabiniere.

Nessun provvedimento e nessuna intervista per chi ha “rubato” lo scatto incriminato, si badi raffigurante l’interno di una caserma militare, il vessillo del giovane carabiniere.

Soddisfazione per l’assoluzione del carabiniere accusato di aver esposto nella propria stanza in una caserma di Firenze una bandiera neonazista viene espressa dal Sap. “La notizia -sottolinea Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia- è stata identificata come mero gossip, ovvero scoop giornalistico per vendere”.

“Restiamo ancora perplessi sull’accaduto – continua Paolini – ci fu il coinvolgimento di un ministro con dichiarazioni pesanti che sono da subito apparse una sentenza, anziché un modo per placare gli animi e fare i dovuti accertamenti per dare il giusto peso specifico all’accaduto”.

A tal proposito commenta anche Gianni Tonelli, Segretario generale aggiunto: “Le miserie del partito dell’Antipolizia non hanno confini. Soprattutto quando sono fiancheggiate dalle istituzioni”.

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