“KILL THE PIG”: TASK FORCE BLACK E SPECNAZ HANNO UNA NUOVA PREDA, IL ‘BULLDOZER DELL’ISIS’

(di Franco Iacch) – Specnaz. Ma anche Seal, Tier-1, Delta, SAS, Legione
straniera e tutti i reparti speciali di Canada, Australia, Olanda e Giordania
coinvolti nella task force black. Tutti hanno un nuovo nome nella
‘Kill List’ con priorità massima: è chiamato il “Bulldozer” ed è il carnefice
più spietato dell’Isis. La priorità per l’eliminazione di questo bersaglio è
altissima. Occidentali e russi, infatti, temono che questa nuova figura possa
diventare un nuovo distorto esempio come il Boia, l’inglese Mohammed Emwazi,
jihadista borghese di 27 anni, adesso non più tanto gradito al califfo.

Le informazioni sul gigantesco carnefice dello Stato
islamico sono molto scarse, tranne che per il peso (è chiaramente obeso) e per
il suo ruolo all’interno dell’organizzazione: torturare le vittime con una
mannaia. Quella che vedete sono le prime foto del “Bulldozer”, scattate durante
la sua ultima “missione”, quando ha tagliato la mano ed un piede di un ragazzo
di 14 anni che si era rifiutato di entrare a fare parte del califfato. La
giovane vittima, la cui identità è stata tenuta segreta, faceva parte di un
gruppo di ribelli (supportati dagli americani) ostile al governo di Bashar
al-Assad. Fazione ostile anche al gruppo estremista.
Il quattordicenne è stato catturato nei pressi di Deir
Ezzor, in Siria e rinchiuso a Mosul, nel nord dell’Iraq. A tutti i prigionieri
è stata data una scelta: combattere o affrontare il Bulldozer. Il giovane ha
deciso di affrontare il sadico carnefice per un’agonia durata sei settimane.

Sono stato più volte violentato e torturato anche
pubblicamente
 – ha detto il ragazzo in
un documentario andato in onda su Channel 4 – ma non era nulla rispetto
a quando un giorno, dinanzi ad una folla inferocita, quell’uomo mi ha tagliato
la mano ed un piede
.
L’Isis costringe anche i bambini a guardare le esecuzioni ed
incita i giovani ad effettuarle materialmente.
Ha continuato il giovane “Mi ha messo davanti gli occhi i
miei arti recisi e li ha poi venduti alla mia famiglia, per poche centinaia di
dollari”. Il ragazzo è stato mutilato a mò di esempio e monito per quanti si
sarebbero opposti alla causa di Al Baghdadi.
Quello che è ormai chiamato come il “Bulldozer di Fallujah”
(il riferimento è alla “Leggenda”), è uno dei jihadisti più temuti e
riconoscibili dell’Isis per la sua mole. Si ignora la sua vera identità così
come la nazionalità, ma è certo il fascino del male che esercita tra i
terroristi. Tra i fondamentalisti, si sussurra che è armato con una
mitragliatrice calibro ’50, la stessa che di solito è installata sui pick-up.
E’ chiaramente una leggenda ad uso e consumo interno, ma efficace per fare
proseliti in zone dove l’indottrinamento è l’unica forma di cultura.

Kill the pig
Dopo l’estromissione di Jihadi John, lo Stato islamico ha un
nuovo antieroe. Potrebbe però avere vita breve perché con le sue “azioni” si è
conquistato, a diritto, un posto d’onore nell’esclusiva ‘kill list’ dei reparti
speciali occidentali e russi. Anzi, proprio la sua popolarità lo pone tra gli
obiettivi ad altissima priorità.

Da rilevare che la task force black ha già avuto
alcuni successi, più o meno noti, con l’eliminazione di alcune figure chiave
dell’organizzazione. I russi, invece, ancora no. Considerando che quella che è
in atto in Siria, oltre al lato politico, è anche una dimostrazione delle
individuali capacità militari dei singoli paesi, una preda del genere farebbe
gola ai russi, supportati da iraniani e libanesi. Lo Stato islamico, nella sua
prima vera uscita pubblica dopo l’inizio dei raid russi, potrebbe non aver
ancora ben capito di cosa siano capaci gli specnaz, tralasciando
per un attimo l’intera TFB. Forse, è proprio vero che per combattere dei
pazzi, sono necessari pazzi.

Ad ogni modo, lo scotto per le atrocità compiute non tarderà
ad essere saldato. E l’unica speranza per il “Bulldozer di Fallujah” qualora
dovesse ritrovarsi faccia a faccia con i russi, è quella di puntarsi una
pistola in fronte.

Quando l’ISIS rispose ad “American Sniper”
Quelli dell’Isis amano il cinema occidentale e,
probabilmente, hanno anche tifato durante l’ultima sera degli Oscar per American
Sniper
, il film di Clint Eastwood uscito nelle sale cinematografiche lo
scorso anno. In uno dei tanti video pubblicati lo scorso febbraio, l’Isis
presentò il proprio ‘sniper battallion’, in un filmato molto più minaccioso
rispetto ai precedenti. Le immagini ritraevano soldati in posa con i loro
fucili di precisioni in una località a nord dell’Iraq. E’ stata ritenuta la
risposta propagandistica ad “American Sniper”.
Nel filmato, i cecchini sono stati ripresi in mimetica,
cappucci e maschere da sci per proteggersi dal riverbero del sole. L’unità
sarebbe attiva a nord dell’Iraq, nella zona di Ninewa. I cecchini hanno
combattuto in Siria e Iraq e si sarebbero distinti nella battaglia di Kobane.
Il battaglione prende ispirazione da un famoso cecchino, “Juba”, un insorto
sunnita che combatte a Baghdad dal 2005, dove si dice che abbia ucciso 40
soldati americani. Sulla rete sono disponibili anche i video denominati “Juba –
The Baghdad Sniper”.

Ad oggi, la vera identità del cecchino è sconosciuta ed
anzi, potrebbe essere stata del tutto inventata per fini propagandistici.
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