Israele bombarda Gaza nella notte: almeno 24 morti, fra cui 9 bambini

Sono 250 i razzi lanciati da Gaza verso Israele, mentre l’esercito israeliano attacca con diversi raid aerei 140 obiettivi militari sulla Striscia. È ancora presto per dire se è scoppiata una nuova guerra, ma la notte di fuoco tra Gerusalemme e la Striscia di Gaza potrebbe essere solo l’inizio di una nuova escalation di violenza. Oppure, come successo in diverse occasioni, la tensione potrebbe riallentarsi poco alla volta. Dovrebbero essere 24, al momento, le vittime, ma i numeri sono ancora molto confusi. Secondo il portavoce militare israeliano, gli attacchi dell’aviazione avrebbero portato all’uccisione di 15 miliziani di Hamas. A Gaza, invece, le autorità sanitarie segnalano la morte di almeno venti persone, di cui nove bambini. Non è chiaro se le vittime siano state colpite nel corso degli attacchi o da alcuni razzi lanciati e ricaduti sulla Striscia. Sono comunque centinaia i palestinesi feriti negli scontri di questi giorni.

Molti dei 250 razzi sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome, gli altri non hanno raggiunto Gerusalemme, cadendo nella zona periferica della città. Uno ha colpito un condominio ad Ashkelon, ferendo sei cittadini. L’attacco israeliano non è finito con i raid condotti nella notte sulla Striscia: l’operazione durerà diversi giorni, secondo i vertici militari. L’hanno chiamata “Operazione guardiano delle mura”. Intanto, a Gaza, le milizie palestinesi chiamano il lancio di razzi verso Israele “Operazione spada di Gerusalemme”. Nessuno, al momento, intende tirarsi indietro. Nel frattempo la tensione sale in tutto il Paese e in tutte le zone di conflitto: nella città a popolazione mista di Lod, a est di Tel Aviv, ci sono stati gravi scontri nella notte. Tra i manifestanti arabi e i residenti ebrei è cresciuta la tensione alle stelle, fino al ferimento di due manifestanti con un’arma da fuoco. Uno dei due è morto poco dopo.



La tensione tra Hamas e Israele è esplosa nuovamente ieri pomeriggio, dopo giorni di scontri e un ultimatum lanciato dal portavoce militare. Le manifestazioni dei cittadini palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrah, a causa dello sfratto di alcune famiglie a favore dei coloni israeliani, sono sfociate in violente proteste e repressioni da parte dei militari israeliani. Poi l’ultimatum di Hamas, che ha invitato a liberare la Spianata delle Moschee, tra i più importanti luoghi sacri per i palestinesi. Poi le sirene a Gerusalemme e i razzi nel cielo, a illuminare la notte.

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