Il premier incontra il Cocer Interforze. Sul tavolo correttivi riordino, rinnovo contratto e previdenza complementare

Oggi il Co.Ce.R.. Interforze ha incontrato il Presidente del Consiglio, con il quale sono state affrontate le seguenti tematiche:

La necessità di una consistente integrazione dei fondi correlati al decreto correttivo al riordino delle carriere;

l’apertura della stagione contrattuale 2019/2021;

le attività operative condotte dal personale militare nell’ambito della sicurezza del Paese;

il tema della previdenza.

Per quanto concerne il Riordino delle Carriere il Cocer Interforze ha sottolineato che entro il 30 settembre di quest’anno, il Governo dovrà esercitare la delega tendente all’emanazione di decreti correttivi al c.d. “riordino delle carriere”, realizzato per le Forze Armate con il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 e, per le Forze di Polizia, con il decreto legislativo n. 95 nella stessa data. Per la realizzazione di tale finalità risultano disponibili, tra residui e nuove risorse, provvidenze totali (ossia riguardanti sia le FFAA che le FFPP) per:

  • 30 milioni di euro per il solo anno 2017 e 19,5 milioni di euro per il solo anno 2018, grazie ai quali sarà possibile adottare misure con effetto retroattivo;
  • 19 milioni di euro a decorrere dal corrente anno, cui si aggiungono 100 milioni di euro a far data dal 2020. Pertanto, ad interventi limitatissimi per l’anno in corso, potranno aggiungersi proposte che, a regime, non potranno “costare” più di 119 milioni di euro.

E’ evidente secondo il Cocer Interforze che, con questo livello di risorse, il correttivo potrà limitarsi solo a operazioni di maquillage in netta controtendenza a quanto richiesto ed auspicato da parte di tutto il personale militare.

La necessità evidente – ha sottolineato il Cocer – è invece di intervenire con un maggiore stanziamento che consenta di soddisfare le esigenze già rappresentate alle Autorità di riferimento del Dicastero nel corso dei lavori in itinere. Un provvedimento da anni fortemente sentito che, se non giungesse agli obiettivi minimi, costituirebbe elemento di forte demotivazione per tutto il personale.

Quindi il Cocer Interforze ha sottolineato al Premier che i lavori di correzione del riordino del 2017 dovrebbero ispirarsi ai seguenti principi:

  • eliminazione delle sperequazioni economiche e di progressione di carriera sia all’interno che nel passaggio tra ruoli;
  • redazione di norme che stimolino la motivazione tra il personale ed evitino stagnazioni nei gradi;
  • attuazione del nuovo modello funzionale valorizzando i concetti di dirigente, direttivo e “qualifica speciale”;
  • eliminazione delle penalizzazioni a carico del personale soggetto ai regimi previdenziali “misto” o “contributivo”.

I rappresentanti di tutte le Forze Armate hanno quindi chiesto di compiere ogni possibile sforzo per poter aumentare le risorse impiegabili per correggere i decreti di riordino delle carriere, di modo che la “domanda” di chi quotidianamente pone la propria vita al servizio del Paese possa trovare adeguate risposte in termini di carriera e di  prorogare il termine attualmente fissato al 30 settembre 2019, attraverso la previsione di correttivi da adottare con uno o più decreti legislativi entro il 31 marzo 2020.

Per quanto concerne il rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre 2018, il Cocer Interforze ha sottolineato che, ad oggi, per gli anni 2019, 2020 e 2021 sono stati stanziati complessivamente, per le sole indennità accessorie, 210 milioni di euro destinati:

  • al comparto Difesa e Sicurezza integrato dai Vigili del Fuoco, da ripartire sulla base della “massa salariale”;
  • all’adeguamento sul piano normativo e del trattamento accessorio, privilegiando misure finalizzate a valorizzare i servizi di natura operativa.

Qualora entro il 30 giugno di ciascun anno non si concludano le procedure, le somme stanziate sono destinate ai relativi Fondi di Efficienza dei Servizi Istituzionali (FESI).

Pertanto il Cocer Inteforze ha chiesto l’apertura immediata, presso il Ministero della Pubblica Amministrazione, del tavolo di concertazione, per iniziare un processo di lavoro, protratto anche nel tempo, teso a verificare la possibilità di reperire ulteriori risorse, nonchè individuare, studiare e modificare alcuni istituti normativi fermi da oltre dieci anni e introdurre nuove norme che tengano conto del mutato scenario della Difesa e Sicurezza del Paese e delle riorganizzazioni in corso a seguito delle leggi n. 244/2012 e 124/2015 , di forte impatto per tutto il Comparto.

 

Per quanto concerne le attività operative condotte dal personale militare nell’ambito della sicurezza del Paese, il Cocer Interforze ha sottolineato che nell’ultimo decennio, sempre più frequentemente, le Forze Armate e le Forze di Polizia ad ordinamento militare sono state chiamate ad assolvere continuativamente compiti non esclusivamente inerenti alle missioni originarie, ma anche operazioni di sicurezza/anti-terrorismo, nonché  attività di soccorso e  di supporto ad emergenze nazionali.

Le attività svolte – ha evidenziato il Cocer Interforze – continuano ad impegnare oltremisura il personale e hanno disegnato nuove consolidate realtà operative che non hanno più carattere di straordinarietà ma sono divenute veri e propri compiti ulteriori, senza l’introduzione di correlati e adeguati istituti giuridici ed economici.

E’ del tutto evidente che per la peculiarità e specificità di ogni singola componente del Comparto non sia agevole trattare qui uniformemente le singole necessità e pertanto ogni sezione rappresenterà le proprie esigenze nell’ambito del tempo ad ognuna dedicato.

 

Per quanto concerne la Previdenza, il Cocer Interforze ha sottolineato che la “riforma Dini”, risalente a più di venti anni fa, ha introdotto un forte cambiamento in ambito previdenziale sancendo il passaggio dal regime retributivo a quello contributivo.

 

In questi anni stanno raggiungendo il limite di età coloro che, non avendo compiuto 18 anni di servizio contributivo nell’anno di entrata in vigore della riforma (1995), rientrano nel c.d. “sistema misto retributivo -contributivo” e già si percepisce come le pensioni da questi riconosciute saranno penalizzanti e non consentiranno il mantenimento del tenore di vita conseguito durante il servizio.

 

Tra 15 anni – ha evidenziato il Cocer – matureranno il diritto alla pensione i militari rientranti nel sistema esclusivamente contributivo e il personale, specialmente quello delle carriere iniziali, avrà diritto a pensioni misere, che porteranno i colleghi alle soglie della povertà, ricevendo circa il 60 % dell’ultimo stipendio ricevuto in servizio.

 

Alcune sentenze della Corte Costituzionale, favorevoli al personale militare, non sono state ancora recepite dall’Istituto di Previdenza innescando così preoccupazione tra coloro che nei prossimi anni giungeranno al termine della carriera.

 

Il Cocer Interforze ha quindi chiesto al Presidente Conte di avviare presso il Ministero della Pubblica Amministrazione un tavolo tecnico teso a valutare gli effetti dell’attuale sistema previdenziale.

Il Presidente Conte si è mostrato disponibile a recepire le problematiche indicate dai rappresentanti delle Forze Armate consentendo l’apertura di tavoli tecnici ad hoc, come richiesto, e rimanendo possibilista su eventuali ulteriori fondi per il riordino delle carriere.

Il Premier Conte con il Delegato CoCeR MM Antonello Ciavarelli

Il delegato Cocer Marina Militare Antonello Ciavarelli, durante il proprio intervento ha sottolineato la drastica riduzione del personale causata dalla legge Di Paola. “All’atto pratico non c’è personale per rispettare le tabelle organiche. Quando una nave rientra in porto dopo una missione internazionale o una complessa esercitazione parte dell’equipaggio è costretto a reimbarcare su altre Unità Navali che escono in mare per altre attività. L’età anagrafica si è alzata. Il personale anziano, a causa delle riduzioni di arruolamenti è costretto a ricoprire quegli incarichi che sono prettamente di competenza dei giovani di ogni ruolo. L’attività operativa è aumentata mentre il personale diminuisce. Le nuove navi sono più automatizzate ma al contempo gli equipaggi sono inferiori di numero e a bordo il personale è comunque impegnato 24H su 24. Se non si inverte la tendenza aumentando l’arruolamento dei giovani (così come annunciato dal Ministro della Funzione Pubblica per il Comparto Sicurezza) si rischia di non rispondere alle esigenze di sicurezza esterna della Nazione. Stesso discorso – ha proseguito Ciavarelli – per la Guardia Costiera, anche se non stata coinvolta nelle riduzioni Legge Di Paola. Nonostante gli impegni siano aumentati negli ultimi dieci anni, si fa fronte alle tante attività di Polizia, Soccorso e Sicurezza della navigazione, solo grazie al sacrificio spesso gratuito dei nostri marinai. Ciò comporta dei pesanti riflessi sui trasferimenti, sull’impiego e la condizione morale del personale e delle proprie famiglie.”

“Incontro decisamente proficuo con i rappresentanti COCER delle Forze Armate ed il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ringrazio per la sensibilità mostrata.”  E’ quanto ha affermato il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

“Ha infatti proposto l’avvio di un tavolo di concertazione volto ad affrontare le tematiche più annose. Si tratta di questioni importanti di cui mi faccio ogni giorno garante con l’obiettivo di migliorare e tutelate le condizioni di lavoro e di vita dei nostri militari.

L’iter legislativo sulle associazioni militari a carattere sindacale è solo all’inizio e dovrà sicuramente subire diverse rivisitazioni, voglio qui ricordare che col Movimento sono stata promotrice di questa svolta epocale a me a cuore; ciò detto ribadisco ancora una volta che c’è bisogno dell’impegno di tutti per fare in modo che la legge sia la migliore possibile e spero che possa in fine essere votata all’unanimità perché le Forze Armate sono un bene del Paese.”