MEDICI ED INFERMIERI MILITARI: LA LIBERA PROFESSIONE E LE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO

Nelle Forze Armate sussiste un’inspiegabile disparità di trattamento tra i medici militari, ai quali è consentito di svolgere la libera professione e gli infermieri ai quali invece non è consentito. A rilanciare sul tasto dell’allargamento del diritto alla libera professione anche per gli altri professionisti sanitari militari, perché non sia esclusiva solo dei medici, è stato il delegato Co.Ce.R. Esercito uscente Alessandro Mosti durante l’incontro ieri tenutosi con il Ministro della Difesa.

Mosti ha sottolineato come già il Movimento Cinque Stelle nella scorsa legislatura abbia chiesto tale modifica specificando che sull’attività libero professionale del personale medico e delle professioni sanitarie della sanità militare “sarebbe utile integrare l’articolo 210 del decreto legislativo n. 66, del 2010, prevedendo che in deroga all’articolo 894, comma 1, ai medici e alle professioni sanitarie militari non siano applicabili le norme relative alle incompatibilità inerenti l’esercizio delle attività libero professionali, nonché le limitazioni previste dai contratti e dalle convenzioni con il servizio sanitario nazionale, fermo restando per i medici militari il divieto di visitare privatamente i militari e di rilasciare loro certificati di infermità, d’idoneità alla guida, d’idoneità al porto d’armi e di imperfezioni fisiche che possano dar luogo alla riforma dal servizio militare”.

Un altro aspetto che il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Movimento Cinque Stelle, dovrà necessariamente rivalutare.

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