“I sindacati militari al guinzaglio dei generali: pronti a scendere in piazza!”

Questa mattina abbiamo pubblicato una dettagliata analisi sul nuovo testo di legge sulla associazionismo sindacale adottato dalla Commissione difesa quale sunto delle altre proposte di legge e delle audizioni avvenute in commissione. Alcune sigle sindacali militari non hanno digerito il “nuovo” testo ed hanno emesso un comunicato congiunto.

“Nella notte di ieri è venuto alla luce il testo base della IV Commissione Difesa, la norma sull’associazionismo sindacale militare c.d. Legge “CORDA”,  abbinato ai disegni di legge TRIPODI (Forza Italia) e PAGANI (PD).

Il testo di legge ha assorbito solo alcuni dei suggerimenti ricevuti durante le audizioni dai sindacati militari recependo, in particolare, la cancellazione delle R.U.B. (Rappresentanza di Unità di Base) che avrebbero mantenuto un surrogato delle rappresentanze militari attuali.

Il “comitato ristretto” presieduto dall’on. CORDA aveva il compito di acquisire tutti gli emendamenti necessari per predisporre un testo base che potesse ottenere la maggiore condivisione parlamentare. La stessa relatrice aveva chiesto fiducia a queste OO.SS. garantendo che avrebbe posto in essere ogni sforzo per presentare un testo base che potesse riconoscere i diritti sindacali per il personale militare, aderente al sistema sindacale vigente per le polizie ad ordinamento civile e operatori del soccorso.

Contrariamente a quanto prospettato, i contenuti del testo base che ieri è stato votato in Commissione Difesa sono inaccettabili, indegni, inadeguati, svilenti e pericolosi.

Gli scriventi chiedono coraggio alle forze politiche scese in campo, che hanno dimostrato di non voler ascoltare appieno i 320 mila uomini e donne militari che attendono da decenni una norma che possa dare loro i diritti sindacali garantiti dalla Costituzione, che solo a seguito delle decisioni assunte prima dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo e poi dalla Corte Costituzionale sono stati riconosciuti.

Le scriventi OO.SS. ritengono che il testo base proposto dimostra come le forze politiche appaiano asservite alla visione estremamente conservatrice dei vertici militari, snaturando i principi sindacali illuminati dall’art. 39 della costituzione italiana.

Le presenti organizzazioni sindacali non mollano!!!

 

Si è già al lavoro per produrre in tempi rapidi e immediati gli emendamenti diretti a correggere le evidenti aberrazioni del diritto sindacale dei militari, atteso che non è accettabile l’assoggettamento di un diritto costituzionale ad autorizzazioni preventive ed al controllo delle amministrazioni, come non è accettabile l’assenza di autonomia organizzativa e della capacità giuridica di agire in giudizio per tutelare realmente gli interessi degli iscritti, lasciando il controllo dei diritti sindacali ai vertici militari.

Le scriventi OO.SS. chiedono, quindi, di essere nuovamente audite urgentemente in Commissione Difesa e dal Ministro della Difesa, per poter presentare i propri emendamenti al testo base approvato in Commissione, annunciando di essere pronte, per la prima volta nella storia, a ricorrere ad azioni sindacali pubbliche per manifestare il proprio dissenso e contrastare questo progetto retrivo e pericoloso per i diritti del personale militare, al fine di informare l’opinione pubblica di ciò che sta accadendo, del fatto che la classe politica, se non dovesse ricorre ai ripari, dichiaratamente abbandonerebbe a loro stessi i propri servitori!

LE SEGRETERIE NAZIONALI

DEI

S.I.M. CARABINIERI

S.I.M. GUARDIA DI FINANZA

S.I.M. MARINA

S.I.M. GUARDIA COSTIERA

S.I.M. AERONAUTICA

SI.NA.FI.

S.I.U.L.M.