I PIANI DEI VERTICI: QUALE FUTURO PER I COMANDANTI GENERALI (CC) GALLITELLI E (GDF) CAPOLUPO?

(di Stefano Vespa)
II progetto è ambizioso e in parte legato a eventi oggi non
prevedibili con certezza. Ma Panorama sa che esiste e che ha come obiettivo
finale il prossimo presidente della Repubblica e il suo staff.

Un complesso
incastro di poltrone che riguarda i vertici dei Carabinieri e, a cascata,
quelli della Polizia e di una parte dei servizi segreti. Non è coinvolta la
Guardia di finanza, scossa da inchieste giudiziarie e per la quale nel mondo
politico si torna a parlare addirittura di smilitarizzazione.
Il futuro di
Gallitelli.
 Il comandante dell’Arma dei
carabinieri terminerà il suo mandato il 31 dicembre prossimo, dopo la proroga
ottenuta un anno fa. Ma Leonardo Gallitelli, 66 anni appena compiuti, non vuole
andare in pensione bensì essere il consigliere militare del prossimo presidente
della Repubblica. L’elemento imprevedibile riguarda il momento in cui Giorgio
Napolitano deciderà di dimettersi e, inoltre, solo gli accordi dell’ultimo
momento indicheranno chi davvero gli succederà. Una donna? Nelle ultime
settimane il nome di Roberta Pinotti, ministro della Difesa, è stato fatto più
volte: lei ha sempre smentito ridendo, ma è su di lei che molti starebbero
puntando, a cominciare dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dallo
stesso Gallitelli. Per arrivare al Quirinale, il generale deve restare in
servizio e dunque occupare una poltrona diversa dal vertice dell’Arma prima che
scada il suo mandato. Ecco il primo incastro: lui vorrebbe che gli succedesse
il generale Arturo Esposito, oggi direttore dell’Aisi, l’intelligence interna.
Esposito compirà 65 anni il 19 agosto e la legge non gli consente di ottenere
un ruolo di vertice in una forza armata dopo quell’età. Dunque, prima del 19
agosto Esposito potrebbe andare al vertice dell’Arma mentre Gallitelli, alla
ricerca di un incarico pluriennale, potrebbe puntare contestualmente al vertice
del Dis, il dipartimento che coordina i servizi segreti., Nel frattempo,
Pinotti ha appena nominato come proprio capo di gabinetto il generale Tullio
Del Sette, 63 anni, primo carabiniere su quella poltrona, che sembrava uno dei
papabili al vertice dell’Arma e e che è stato sostituito come vicecomandante da
Ugo Zottin.
Il trasloco di
Pansa.
 In questo complicato risiko, all’Aisi
potrebbe andare l’attuale capo della Polizia. Alessandro Pansa, 63 anni e da un
anno al vertice, è alle prese con una base turbolenta: i poliziotti lamentano
pochi soldi, pochi mezzi e il fatto di essere ormai identificati tutti come
picchiatori dopo inchieste e condanne che hanno riguardato alcuni di loro.
Pansa probabilmente si è pentito di aver definito «cretino» l’agente che
calpestò una ragazza durante gli incidenti di Roma dell’aprile scorso. È stata
una critica giusta, ma un termine diverso non avrebbe innervosito la base. Dopo
mesi di attacchi politici e mediatici al settore della Difesa e delle forze
dell’ordine, il governo ha capito che doveva intervenire per evitare il peggio.
Ecco dunque che il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il 18 giugno nel
question time alla Camera ha ribadito l’eliminazione di duplicazioni e un
migliore coordinamento confermando lo stanziamento di 700 milioni per le forze
di polizia e una riduzione del blocco del turnover che consentirà 2.600
assunzioni di poliziotti, carabinieri e finanzieri nel 2014.
Le altre ipotesi. Gli scenari potrebbero subire dei cambiamenti. Fatto il
cambio all’Arma, secondo alcuni Gallitelli potrebbe andare subito al Quirinale,
creando però un duopolio inedito e difficile da gestire con l’attuale
consigliere militare, il generale Rolando Mosca Moschini, in attesa del
successore di Napolitano. L’altra ipotesi è quella di una seconda e ultima
proroga di sei mesi che il governo potrebbe concedere a Gallitelli, che
resterebbe comandante dei Carabinieri fino al giugno 2015. In questo caso, i
giochi slitterebbero a un periodo in cui le intenzioni di Napolitano potrebbero
essere più chiare, salvo che Esposito resterebbe dov’è e, quindi, anche Pansa.
Ciò significherebbe, però, che il governo entro poche settimane dovrebbe
garantire a Gallitelli una proroga che scatterebbe solo a gennaio.
Intanto la
Finanza…
Le inchieste cheriguardano il comandante in seconda, generale Vito Bardi, e un importantegenerale in pensione come Emilio Spaziante hanno stravolto le Fiamme gialle.
Gli stessi finanzieri indagano sui loro colleghi e al comandante, generale
Saverio Capolupo, arrivano attestati di fiducia: solo negli ultimi giorni, da
Napolitano, Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, e Marco Minniti,
sottosegretario ai servizi. Eppure all’orizzonte le nubi non sono finite: in
Parlamento si torna a parlare di smilitarizzare la
Finanza, progetto più volte abortito negli ultimi anni e tornato di attualità
durante il governo Monti. Significherebbe, in sintesi, spostare alcune decine
di migliaia di uomini all’Agenzia delle entrate e ridurre il corpo a semplice
polizia tributaria. Una rivoluzione di cui si parla ancora sottovoce, anche se
molto potrebbe dipendere da eventuali, ulteriori, sviluppi giudiziari.

Panorama
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