I CARABINIERI SONO STANCHI DELLE VOCI SUI TAGLI ALLE FORZE DELL’ORDINE. IL GOVERNO CI DICA LA VERITA’

“Il Co.Ce.R. carabinieri esprime il proprio
apprezzamento per le parole pronunciate dal ministro della difesa on. Pinotti,
in merito al blocco economico globale che i carabinieri insieme ai loro
sfortunati colleghi in divisa delle forze armate e forze di polizia stanno
subendo ormai da  anni.”

E’ quanto si
legge in una nota dell’organo centrale di rappresentanza dell’Arma dei
carabinieri.
“Il Co.C0.R carabinieri – prosegue il comunicato
– sottolinea la necessità di approntare una serie di strategie condivise al
fine di concedere un po’ di respiro al comparto sicurezza e difesa  che assurdamente e’ stato penalizzato più di
altri settori come quello della magistratura e della pubblica istruzione La  sospensione economica che riguarda, il
contratto, l’avanzamento di carriera e l’assegno di funzione, colpisce tutto il
personale a vari livelli anche dirigenziali.”
Inoltre per via di una spending review insensata
a fronte della diminuzione dei capitoli di bilancio, l’Arma ha dovuto chiudere,
accorpare e rimodulare diversi presidi, ai danni non solo delle comunità locali,
ma anche verso i carabinieri che ve ne prestavano servizio, mentre oggi, grazie
al presidente del consiglio apprendiamo con viva soddisfazione che le casse
dello non sono più vuote, come apparivano nel 2010, quando con decreto legge
78/2010, l’allora governo monti decise con urgenza e per finalita’ di
contenimento della spesa pubblica di bloccare le dinamiche salariali e di
avanzamento del comparto sicurezza e difesa, senza alcun confronto con le
rappresentanze militari.
E’ questa l’equità sociale riservata ai
difensori dello stato?
Il Co.Ce.R. carabinieri chiede al consiglio dei
ministri, un chiarimento sulle voci di una possibile, assurda e gravante
manovra economica per quanto attiene l’unificazione delle due  forze di 
polizia, rammentando che omologa situazione resa dallo stato francese,
riguardante l’attuato accorpamento della polizia con la gendarmeria, non ha
portato effetti economici di cassa, anzi semmai li ha aumentati.
I carabinieri sono stanchi di essere attori di
copioni scritti da registi e scrittori che poco o nulla sanno sul tema della
sicurezza.
La speranza è nel futuro
– conlude la nota – la speranza è’ nel cambiamento, con la consapevolezza che
gli scrittori e i registi,  che si
avvicendano ad ogni elezione popolare o non, capiscano finalmente che in un
paese dove nulla è più sicuro, dove i valori decrescono e dove i furbi si
arricchiscono,  avere uomini e donne che
credono nella bandiera italiana, che credono nei valori sociali ed umani e per
tali sono pronti a sacrificare i loro cari ed anche la propria vita, è segno di
civiltà, è segno di patriottismo è segno di sicurezza, la quale parola deve
essere coltivata e preservata come un albero secolare e non tranciata come una
siepe spinosa.”
SARA’ QUESTA “LA“SVOLTA BUONA”?
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