GLI ASSEGNI AD PERSONAM DI MILITARI E POLIZIOTTI TRANSITATI ALL’IMPIEGO CIVILE NON SI TOCCANO

(di Giancarlo Pittelli) – La federazione lavoratori Pubblici della Difesa
in un comunicato precisa che risulta infondato l’ articolo  on
line, successivo all’emanazione di una circolare del Ministero dell’Interno,
che  ha generato l’allarme tra i colleghi interessati in ordine alla
ipotizzata restituzione delle somme percepite nel 2014. Quella circolare – 
afferma
l’FLP DIFESA – dice cose un pò diverse, e comunque non interessa il
personale della Difesa.
Fatte
anche le dovute verifiche presso i competenti Uffici centrali della  Amministrazione
Difesa, è da escludere, allo stato, ogni ipotesi di
restituzione dell’assegno ad personam 2014.



In detto
articolo, l’autore paventava addirittura la cancellazione dell’ assegno
ad personam  
previsto dal Decreto I.M. 18.04.2002 per il 
personale ex militare transitato nei ruoli civili  a seguito di giudizio
di non idoneità al servizio militare per patologia, e allo stesso attribuito in
misura pari “alla differenza fra il trattamento economico goduto ed il
nuovo, fino al riassorbimento con i successivi aumenti di trattamento
economico…” 
(art.2, co. 8). Il predetto Segretario Comellini aveva
lanciato l’allarme (“ecco il bel regalo che gli ex militari e
poliziotti troveranno sotto l’albero”
  titolava l’articolo a sua
firma) sulla base di una circolare del Ministero degli Interni, e paventato
che “nei prossimi mesi migliaia di dipendenti pubblici, ex militari,
poliziotti e carabinieri, dovranno restituire le somme fino ad oggi percepite a
titolo di assegno ad personam”
, addirittura con il corredo di un esempio
riguardante “il maresciallo delle FF.AA. Tizio”  il
quale, percettore di una assegno ad personam di € 350
circa, “a dicembre dovrà restituire 3.850 €”. Le cose,
sembrerebbero non stare proprio cosi, e vogliamo con il presente Notiziario
spiegare il perché.
Tutto origina da una norma della legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013,
n. 147), che all’art.1 comma 458, dispone che “ai pubblici
dipendenti che abbiano ricoperto ruoli o incarichi, dopo che siano cessati dal
ruolo o dall’incarico, é sempre corrisposto un trattamento pari a quello
attribuito al collega di pari anzianita’”
,  con obbligo di adeguamento
sin dalla prima mensilità dell’anno 2014 (comma 459 successivo). Una norma,
questa, che sin da subito la nostra Amministrazione ritenne non applicabile al
personale ex militare transitato ex Decreto IM 18.04.2002  nei ruoli
civili del MD, tenuto anche conto del fatto che il l’art. 2209-quinquies del
Codice dell’Ordinamento militare , D.lgs. 66/2010,  così come
integrato/modificato dal  D. Lgs.  28.01.2014, n. 8  (peraltro
successivo alla L. 147/2013 ), ne dispone addirittura l’estensione ai transiti
ordinari nei ruoli civili, sulla base della redigenda tabella di equiparazione.
E così in effetti è stato.
Ora, è vero che il Ministero dell’Interno ha emanato una apposita
circolare, la n. 333-G del 27.11.2014,  avente per oggetto l’applicazione
dei due commi sopracitati della L. 147/2013;  è però altrettanto vero che
la stessa circolare precisa che “le menzionate disposizioni normative
sono da riferirsi ai soli casi di dipendenti provenienti da altre
Amministrazioni nelle quali godevano di un trattamento stipendiale più elevato
e ai quali veniva attribuito un assegno ad personam…..”
.  Come , sulla
base di questa precisazione del Ministero dell’Interno,  si sia potuto
paventare per gli ex militari transitati nei ruoli civili della Difesa il
pericolo di una restituzione forzosa dell’assegno ad personam percepito
nel 2014, è cosa che francamente non capiamo, e con essa l’allarme e la
preoccupazione che si sono lanciati.

Peccato davvero che, sulla base di quell’articolo dell’ex mar. Comellini,
 molti colleghi ex militari non abbiano trascorso forse un bel Natale,
 pensando di avere sul groppone un debito di migliaia di euro da
dover restituire. Anche per questo ci sono arrivate dai colleghi interessati
moltissime richieste di informazioni e di precisazioni, alle quali abbiamo già
dato risposte rassicuranti, ma che vogliamo ora estendere con questo Notiziario
ai tantissimi lavoratori  ex militari transitati nei ruoli civili. 
Lo ripetiamo: alla luce di quanto sopra riferito, e fatte anche le
dovute verifiche presso i competenti Uffici centrali della nostra
Amministrazione, è da escludere, allo
stato, ogni ipotesi di restituzione dell’assegno ad personam 2014.

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