Su Facebook vestito da carabiniere, il pm chiede la condanna

Aveva pubblicato sulla propria bacheca facebook una sua foto con la divisa da carabiniere. Ma carabiniere non lo era. D’ufficio era partito un procedimento della polizia postale di Roma e dopo otto mesi di indagini un 44enne di Sennori era finito a processo davanti al giudice Mauro Pusceddu. Alcuni giorni fa il pubblico ministero ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione. L’accusa è quella di «aver illecitamente detenuto, fabbricato o comunque formato segni distintivi, contrassegni, oggetti e documenti di identificazione in uso ai corpi di polizia, nonché oggetti e documenti che ne simulano la funzione» . Altro reato contestato è la ricettazione.

L’uomo aveva tutto ciò che gli serviva per sembrare – almeno all’apparenza – un vero carabiniere. Dal porta tesserino da tasca alla spilla che raffigurava lo stemma araldico del Reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania”. Aveva persino applicato una sua fotografia su un ritaglio color amaranto con l’emblema della Repubblica italiana in oro, vestito con un basco blu scuro di quelli in uso all’Arma dei carabinieri, una maglia nera con una toppa con la scritta “Carabinieri” e un’altra con lo stemma del “brevetto di paracadutista militare”. L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Manca, sarebbe finito nei guai proprio in seguito al ritrovamento di tutta una serie di oggetti in uso ai carabinieri ma anche degli altri riconducibili a un istituto di vigilanza privata.

Il legale ha chiesto l’assoluzione sottolineando come quelli di cui il 44enne era stato trovato in possesso fossero «oggetti di libera vendita che uno può ordinare tranquillamente anche su internet. Non ne ha fatto alcun uso strumentale, ha postato semplicemente una fotografia». A dicembre la sentenza.

La Nuova Sardegna

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