Attualità

Ex militare dell’Esercito finge di essere carabiniere e svaligia un’anziana: beccato in flagrante

La storia del figlio arrestato: la truffa del “falso carabiniere” colpisce ancora

È una storia che si ripete, con una crudeltà che non si attenua mai. Un anziano cui squilla il telefono, una voce autorevole dall’altro capo del filo, una menzogna costruita ad arte per fare leva sull’istinto più profondo di una madre: salvare il proprio figlio. A Montodine, nel Cremasco, questa storia si è consumata in meno di mezz’ora. Il 10 febbraio scorso, un martedì come tanti, una donna di 79 anni ha perso 42 gioielli di famiglia, comprese due fedi nuziali. Poi, per fortuna, li ha riavuti indietro.


Trenta minuti per svuotare una vita: come funziona la truffa

Intorno alle 12.30, il telefono fisso di casa squilla. L’anziana alza la cornetta e sente una voce decisa, sicura, che si presenta come un carabiniere della stazione del paese. Il messaggio è brutale nella sua semplicità: «Suo figlio è stato arrestato perché sospettato di aver rubato dei preziosi. A breve passerà da lei il mio collega Marco: dovrà consegnargli tutti i suoi gioielli affinché il giudice possa verificarne l’eventuale provenienza illecita».

Il finto carabiniere tiene la donna al telefono per un quarto d’ora, venti minuti. Il tempo necessario affinché il complice si avvicini all’abitazione. Dieci minuti dopo la telefonata, alla porta si presenta “Marco”: sui quarant’anni, carnagione scura, cappello con visiera, occhiali da sole. Un aspetto volutamente anonimo, difficile da descrivere. La 79enne, convinta di avere di fronte un militare dell’Arma, lo fa accomodare e lo lascia in cucina mentre lei raccoglie tutto. Medaglie, bracciali, orecchini, anelli, due fedi nuziali, un orologio, un pezzo di catenina: 42 pezzi in tutto, infilati in una busta della spesa di plastica verde. Solo parlando con un vicino, poco dopo, la donna capisce l’amara verità. Ma l’uomo è già sparito, in fuga su una Volkswagen Taigo bianca.


I carabinieri veri lo seguivano già dalla mattina

Quello che il truffatore non sa è che i carabinieri lo stanno tenendo d’occhio dalle 10.50 del mattino. Il brigadiere in servizio alla centrale operativa della Compagnia di Crema segnala l’ingresso nel territorio della Volkswagen Taigo bianca, intestata a una società di noleggio, in quanto «in uso a persone dedite a furti e truffe in danno di persone anziane per episodi avvenuti recentemente anche nei territori limitrofi», come si legge nelle carte processuali. Viene predisposto immediatamente un servizio di sorveglianza.


Fermato a Spino d’Adda: nello zaino la prova di tutto

I carabinieri non lo perdono di vista nemmeno per un secondo. Alle 13.24, a Spino d’Adda, la pattuglia della Radiomobile intercetta la Taigo e la ferma. Chi la guida è visibilmente nervoso e preoccupato. Viene accompagnato in caserma mentre la centrale operativa riceve la telefonata della 79enne di Montodine, che ha appena realizzato di essere stata derubata.

La perquisizione dell’auto non lascia spazio a dubbi. Sul sedile posteriore c’è uno zainetto. Dentro, la borsina della spesa verde con i 42 gioielli della donna. Ma non è finita: nello stesso zaino è avvolto in uno straccio verde l’involucro di altri 12 preziosi — collane, orecchini, un bracciale e una medaglia — rubati il giorno prima a Milano con una truffa identica. Un copione rodato, una catena di truffe ai danni di anziani portata avanti con metodo industriale.


Ex militare con tessera del Ministero della Difesa: il profilo del truffatore

Chi è l’uomo fermato a Spino d’Adda? Un napoletano di 45 anni, ex caporal maggiore volontario in ferma breve dell’Esercito Italiano, incensurato, disoccupato. Nella sua disponibilità, al momento dell’arresto, aveva due oggetti rivelatori: una tessera di riconoscimento — scaduta — per appartenenti alle Forze Armate Italiane rilasciata nel 2012, e un portafogli in similpelle nera con placca recante il simbolo della Repubblica Italiana e la scritta “Ministero della Difesa”. Strumenti perfetti per rendere credibile la messinscena del falso carabiniere, imprestando all’inganno una patina di ufficialità istituzionale.


Patteggiamento, multa e 400 euro di risarcimento morale

Il processo si è concluso rapidamente. L’ex militare ha scelto la strada del patteggiamento: 2 anni e 10 mesi di reclusione e 1.800 euro di multa per truffa aggravata ai danni della vittima di Montodine e per ricettazione dei gioielli milanesi. All’atto del patteggiamento, è stato staccato un assegno da 400 euro a titolo di risarcimento del danno morale causato alla 79enne, alla quale i gioielli erano già stati restituiti.

Il giudice ha disposto la confisca della tessera scaduta delle Forze Armate e del portafogli con la placca del Ministero della Difesa, strumenti dell’inganno che non potevano restare nelle sue mani. L’uomo si trova agli arresti domiciliari in Campania.


Un crimine senza fondo: quando la fiducia diventa un’arma

Quarantadue gioielli in una busta della spesa verde. Due fedi nuziali. Il simbolo di una vita intera, di un amore, di una storia familiare condensata in metallo e pietre. Finiti nelle mani di chi ha saputo sfruttare con fredda precisione la paura di una madre per suo figlio. La truffa del “finto carabiniere” non è nuova, eppure continua a mietere vittime tra le persone più vulnerabili. La vicenda di Montodine si chiude con un lieto fine parziale: i gioielli restituiti, il colpevole condannato. Ma il danno morale — quello da 400 euro secondo il tribunale — non ha davvero un prezzo.

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Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
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Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.

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