Erdogan contro i curdi: “Presto li eradicheremo con i carri armati”

Recep Tayyip Erdogan ha nuovamente menzionato la possibilità di un’operazione con truppe terrestri contro i curdi in Siria e Iraq. Legittimato dalla Nato, che grazie al suo assenso potrebbe accogliere a breve sia Svezia che Norvegia, il presidente turco vuole portare a termine lo sterminio del popolo curdo.

“Se Dio vuole, presto li eradicheremo con i nostro carri armati, la nostra artiglieria e i nostri soldati”, ha detto il presidente turco in riferimento ai militanti curdi nel nord della Siria e dell’Iraq. “Sappiamo molto bene chi arma e incoraggia i terroristi”, ha aggiunto.

Chi sono i curdi?

curdi, con circa 35 milioni di persone, sono un popolo che appartiene ad uno dei gruppi etnici più numerosi del Medio Oriente. Eppure, nonostante questo, non hanno uno Stato riconosciuto e vivono sparsi tra nazione diverse: Iraq, Iran, Siria, Armenia, Turchia e, in minor concentrazione, in Afghanistan e Azerbaigian. Circa cinque milioni hanno invece scelto di emigrare in Europa (in Germania, ad esempio, la comunità curda è molto nutrita).

Da decenni i curdi inseguono il sogno di poter formare un unico Paese indipendente e ciò ha creato frizioni e  contrasti – spesso violenti e sanguinosi – con i governi delle nazioni che li “ospitano” e altre popolazioni con cui condividono il territorio.

Decenni di lotte e persecuzioni

Delusi dal sogno infranto e costretti ad essere una minoranza all’interno di nazioni che non li vedevano di buon occhi, i curdi sono da sempre oggetto di persecuzioni e repressioni anche molto cruente.

Sia in Iran che nell’Iraq del dittatore del dittatore Saddam Hussein, ad esempio, le popolazione curda divenne il bersaglio di deportazioni, arresti, torture ed esecuzioni sommarie. Anche in Turchia – dove i curdi sono più del 18% della popolazione – e in Siria questa etnia è stata a più riprese colpita da provvedimenti duri e sanguinosi.

Per contro i curdi organizzarono nuclei di guerriglia armata, incendiando lo scontro con i vari eserciti governativi. Il più “celebre” è quello legato al PKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan attivo in Turchia e Iraq  che alcuni considerano un vero gruppo terrorista (nel 2015, per esempio, un’azione militare del PKK portò alla morte otto tra militari e poliziotti turchi).

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