ECCO COME SI PROTEGGE IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DUE AEREI, 35 ELICOTTERI, 12 AUTO, DUE AUTOBUS: L’ESERCITO PERSONALE POSTO A PROTEZIONE DI BARACK OBAMA

Il presidente degli Stati Uniti nei suoi spostamenti per il paese o per i viaggi istituzionali all’estero, è sempre scortato da un piccolo esercito posto a sua protezione. Il vero obiettivo della scorta del presidente degli Stati Uniti non è quello di ingaggiare la minaccia, ma mettere in salvo l’uomo più potente del mondo: ecco perché al suo servizio c’è quanto di meglio l’attuale tecnologia possa offrire. E’ quanto scrive Franco Iacch per il Giornale.it.

 La visita di Obama a Londra è stata notata anche dai non addetti ai lavori. Il presidente degli Stati Uniti, una volta giunto a destinazione è sempre accolto da un corteo di mezzi blindati che trasportano lui, il suo staff e le squadre di pronto intervento dei servizi segreti, molti dei quali ex operativi FBI, Seal, Delta e Berretti Verdi. La formazione supplementare spetta alla CIA dietro supervisione della NSA. Una volta sceso dall’Air Force One, l’aereo presidenziale, Obama entra nella sua auto ufficiale che prende il nome, una volta salito a bordo, di Cadillac One. Qualsiasi mezzo o velivolo che ospita il presidente riceve l’identificativo di One. Quindi avremo l’Air Force One, il Marine One, il Coast Guard One, il Ground Force One, la Cadillac One e così via. Il callsign del vice presidente degli Stati Uniti è “two”. Quella che viene comunemente chiamata “la Bestia”, è una piattaforma su ruote blindata che assicura una protezione completa contro i proiettili perforanti, progettata per dissipare l’energia dei colpi diretti. L’ultima versione assicura una maggiore visibilità verso l’esterno: l’unico finestrino dell’auto che si può abbassare è quello del conducente, così da comunicare con gli agenti dei servizi segreti appiedati. I conducenti, forniti dalla CIA, sono sempre collegati con il posto di comando remoto che monitora in tempo reale la situazione fornendo piani di fuga precedentemente studiati. Obama esce ed entra dall’auto utilizzando sempre il medesimo sportello: l’ultimo a destra. In realtà è una sorta di scudo con una blindatura di otto pollici mista ad acciaio, con lo stesso peso del portellone di un Boeing 757. La Bestia assicura internamente un’area sicura contro un attacco chimico. Qualora necessario, l’auto può essere sigillata dall’interno tramite un comando che può azionare solo il presidente. Dentro il veicolo si trovano svariati equipaggiamenti: armi di piccolo calibro e per la breve distanza, visori notturni, lacrimogeni, respiratori di emergenza ed un kit di primo soccorso medico compreso di plasma per le trasfusioni. Tutte le parti vitali dell’auto comprese le trasmissioni ed il serbatoio di carburante sono protette da un ulteriore strato di “schiuma” (la stessa utilizzata negli elicotteri da guerra Apache ad esempio) per arginare la possibile esplosione di un colpo diretto. La Bestia può procedere a velocità di fuga anche con gli pneumatici distrutti. Realizzati in kevlar, possono essere disattivate se gravemente danneggiate: in quel remoto caso, l’auto procede sui cerchi in acciaio rinforzato. La Cadillac One assicura connessione veloce sulla rete ed una linea sicura con il vice Presidente ed il Pentagono. Il presidente degli Stati Uniti possiede un parco auto di 12 limousine identiche che utilizza in rotazione. Le vetture sono prodotte dalla General Motors a Detroit con un motore a benzina V8 ed una velocità massima di 100 km/h per otto miglia a gallone. Ogni “Bestia” costa poco meno di 350 mila dollari. Quasi tutti i dettagli sono classificati. Quando non utilizzate, sono parcheggiate nel seminterrato della sede dei servizi segreti e sono sotto sorveglianza 24 ore su 24. Dalle due alle quattro cadillac corazzate seguono sempre il presidente. Per i viaggi all’estero, il corteo presidenziale è composto da un minimo di 30 ad un massimo di 40 veicoli di diversa natura, ma tutti camuffati. Almeno due le auto esca. Poi un centro comando mobile, i veicoli per le squadre di pronto intervento e due ambulanze.

Il Ground Force One è l’autobus del Presidente degli Stati Uniti. Ha esordito durante il tour in Ohio e Pennsylvania per le presidenziali del 2012 ed è stato appositamente progettato dai servizi segreti. La flotta presidenziale è composta da due autobus costati singolarmente 1,2 milioni di dollari. E’ una piattaforma corazzata contro svariati attacchi e con i medesimi sistemi di sopravvivenza della Cadillac One. Finemente arredato all’interno, assicura 46,9 m2 di spazio.

Il Marine Helicopter Squadron One è il reparto di volo responsabile del trasporto del presidente sui velivoli a rotore VH-3D ed UH-60 Black Hawk. HMX-1 gestisce una flotta di 35 elicotteri ed è formato da 800 marine con sede a Quantico, in Virginia. La principale protezione degli elicotteri dei Marine è il numero delle piattaforme in volo. Solitamente, quando il presidente viaggia negli Stati Uniti, gli elicotteri in volo sono sempre tre (il gioco delle tre carte). All’estero il numero è portato a cinque: nessuno conosce la posizione del presidente. Il Marine One assicura contromisure anti-missile a guida radar/infrarosso e ricerca di calore. La cellula è altamente rinforzata in caso di impatto. I lavori sulla nuova flotta di elicotteri (21 operativi e due prototipi) sono iniziati nel 2014 con un contratto da 1,2 miliardi di dollari siglato dalla Marina USA con la Sikorsky dopo l’abbandono del programma VXX. Punto di partenza per la nuova piattaforma presidenziale sarà il Sikorsky S-92A. Oltre alle specifiche coperte da segreto militare, rispetto alle attuali piattaforme i nuovi elicotteri avranno maggiore capacità di carico ed autonomia in volo senza rifornimento. La suite interna prevede anche la possibilità di effettuare videoconferenze criptate (carenza emersa durante l’11 settembre) ed altre comunicazioni necessarie per consentire al presidente di lavorare in modo sicuro durante i voli. Le nuove direttive della Marina prevedono un elicottero ancora più blindato, elettronicamente e strutturalmente, rispetto all’attuale e protetto, quindi, sia dagli attacchi EMP che dai missili. L’obiettivo è quello di schierare i primi sei elicotteri entro il 2020 con consegna dell’intera flotta per il 2023.

Elicotteri ed auto, sono trasportati a destinazione prima dell’arrivo del presidente tramite una flotta di C-17 Globemaster o C 5-Galaxy. L’intera flotta aerea e terrestre del presidente è in grado di entrare in azione con preavviso minimo. La flotta “C” presidenziale trasporta anche i team di analisi della Phoenix Raven, una forza specializzata in grado di fornire protezione degli aeromobili USA contro ogni tipo di nemico durante un ponte aereo. I Phoenix Ravens sono ritenuti l’unica difesa che si frappone tra queste minacce e un grande, costoso e vulnerabile bersaglio alato con un bandiera americana sulla sua coda. Gli operatori Phoenix Ravens utilizzano equipaggiamento classificato.

Il velivolo statunitense più noto al mondo è l’Air Force One. Oggi, questo nome si riferisce ad uno dei due Boeing 747-200B, che trasportano i codici di coda 28000 e 29000. La designazione dell’Air Force per l’aeromobile è VC-25A. L’Air Force One è uno dei simboli più riconoscibili della presidenza Usa, generando innumerevoli riferimenti non solo nella cultura americana, ma in tutto il mondo. Capace di rifornimento in volo, l’Air Force One può trasportare il Presidente in qualsiasi parte del mondo. All’interno, Obama ed i suoi compagni di viaggio godono di 4.000 piedi quadrati di superficie su tre livelli, tra cui una suite per il presidente che dispone di un grande ufficio, bagno e sala conferenze. L’Air Force One include anche un centro medico operativo con sala operatoria e staff medico permanentemente a bordo. Due cucine assicurano una media di cento pasti. L’Air Force One rientra nella categoria degli “aerei del giorno del giudizio”. Sono pensati per proteggere l’Autorità nazionale in situazioni critiche con attacco nucleare ostile che, nel first strike, sarebbe indirizzato alla decapitazione dell’intera catena di comando e comunicazione. Tali piattaforme aeree sono in grado di coordinare l’intero inventario strategico, comunicare con tutte le forze armate e sono progettate specificatamente per resistere agli effetti degli impulsi elettromagnetici (EMP) e termici da esplosione nucleare. La linea “doomsday planes” è sempre in preallerta, 24 ore su 24, sia in Russia che negli Stati Uniti. Contrariamente a quanto si possa pensare, americani e russi hanno in servizio non uno ma due aerei comando (e due in riserva) sempre disponibili in qualsiasi momento. La piattaforma prescelta dalla Casa Bianca è l’E-4B. Il Cremlino, invece, si basa sull’Ilyushin-86.

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