DRINK GRATIS SULLA SPIAGGIA, DUE MILITARI INDAGATI PER ESTORSIONE

(di Anna De Martino) – DI GIORNO controllavano
gli esercizi commerciali e i bagnini sul demanio pubblico. DI NOTTE chiedevano di bere gratis nei bar sulla spiaggia.

Sono
finiti così nei guai due giovani militari della Capitaneria di Porto di
Rimini, indagati dalla procura della Repubblica, per un’ipotesi di estorsione.
Non
soldi ma prezzi di favore, sarebbe stata la richiesta dei due militari in virtù
del proprio ruolo di militari della Guardia costiera, competenti anche della
vigilanza delle attività in spiaggia.
I militari sono stati denunciati dalla polizia in
seguito al parapiglia scatenato in un bar sulla spiaggia, dove i due uomini
visibilmente alterati dall’alcol ne avevano avute un po’ per tutti, dj e
gestori compresi.

Non solo, i militari avrebbero anche
maltrattato un cittadino senegalese. Lo straniero, venditore ambulante, non ha
avuto paura di rivolgersi alla polizia per raccontare come i due militari lo
avessero malmenato. Gli stessi due uomini che alla fine della scorsa estate, in
una sera di festa e liberi dal servizio, avrebbero chiesto da bere gratis al
Chiringuito Beach bar, sulla battigia del bagno 26 di Rimini. 
Dopo aver cenato al ristorante, saldando
regolarmente il conto, i due militari si erano spostati al bar sulla battigia
per continuare con qualche drink e la musica. A fine serata, visibilmente
alterati dall’alcol, i due non contenti del trattamento ricevuto, avrebbero
iniziato a dare in escandescenza finendo per litigare sia con il dj che con i
ragazzi che gestivano il baretto. Stando alla ricostruzione fatta dalla Squadra
mobile della Questura, già presente sul posto con alcuni poliziotti in
borghese, i due militari della Capitaneria di Porto avrebbero preteso di non
pagare da bere e di avere un trattamento di favore.
Sempre stando
alla ricostruzione fatta sulle testimonianze raccolte quella stessa sera,
i due non si sarebbero trattenuti dal definirsi «i padroni della spiaggia».
E probabilmente non era la prima volta. «Siamo in
una fase di indagine preliminare e non è ancora giunta alcuna informazione
ufficiale al mio ufficio – ha precisato il comandante della Capitaneria di
porto, Domenico Santisi -. I due militari non sono stati ancora ascoltati dagli
inquirenti».
I due indagati al momento dei fatti relativi alla
denuncia erano liberi dal servizio e quindi sull’accaduto non c’è alcun
rapporto come invece per le attività del corpo. Uno dei due uomini,
come confermato dal comando, è stato trasferito a Lampedusa sulle
motovedette che pattugliano le coste italiane battute dai migranti.
Un
trasferimento richiesto già da tempo dallo stesso militare per avvinarsi alla
famiglia.

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