DIVISE SBAGLIATE, POLIZIOTTI IN MUTANDE. IN STRADA FINISCONO «AGENTI ARLECCHINO»

(di Silvia Mancinelli) – I pantaloni non hanno passato il collaudo, i soldi per produrne di nuovi non ci sono e i poliziotti italiani restano letteralmente in mutande. Uniforme di nome, non certo di fatto.

La nuova divisa operativa, indossata a partire dai primi giorni di luglio dagli agenti del Reparto Volanti e dai colleghi di Prevenzione Crimine, è stata distribuita in tutto il territorio nazionale a macchia di leopardo. Il motivo? Pantaloni non in linea con i colori istituzionali, di fatto da buttare, e impossibilità di reperire nuove risorse per produrne di nuovi, accontentando gli originali destinatari. Non tutti gli agenti, infatti, sono entrati in possesso dei nuovi capi – maglietta, pantaloni, anfibi e cintura – acquistati dal Ministero dell’Interno, con il risultato che in strada si vedono ormai poliziotti in camicia e altri con la più sportiva polo.
«Spesso succede che i cittadini, quando ci troviamo su un posto per un intervento, ci chiedano se siamo quelli veri – racconta, sorridendo un poliziotto con la nuova uniforme – Troppe volte succede che, chiamati in ausilio dei colleghi dei vari Commissariati vestiti con la vecchia divisa, ci domandino chi siamo noi».
Già, perché a godere dei nuovi acquisti è stata solo una parte degli agenti in servizio.
«Tutto comincia quando vennero stanziati i soldi per l’acquisto delle divise operative – spiega Fabio Conestà, segretario provinciale Sap – Ventiduemila capi, considerati un paio di pantaloni e due magliette per ogni agente, che
sarebbero dovuti andare a “rivestire” undicimila agenti in tutta Italia.
Per realizzare queste divise, come vuole la prassi, sono state mobilitate diverse ditte sparse per il territorio. Da alcune di queste sono stati prodotti però pantaloni che non hanno passato il collaudo per problemi che vanno dal colore, non proprio in linea con quello istituzionale, ai bottoni, con il risultato che a indossare la nuova divisa completa di ogni capo è stata appena la metà dei poliziotti ai quali era destinata l’uniforme: cinque, seimila in tutto. Cinquecento solo a Roma».
Discriminati, loro malgrado, gli uomini dei Commissariati, costretti a risfoderare i vecchi e scoloriti abiti, per lasciare le nuove divise ai colleghi delle Squadre Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine. «Colori e altri dettagli a parte – aggiunge un poliziotto romano – c’è anche da considerare un altro problema che ha influito sulla distribuzione lacunosa dei pantaloni. Le taglie ci sono state chieste un anno e mezzo fa: nel frattempo molti di noi sono ingrassati o
dimagriti, e indossare i capi arrivati dopo un tempo così lontano dall’ordine effettuato, non è stata un’impresa semplice per tutti». Inutile attingere ai magazzini, nella speranza di rimediare con le scorte dei pantaloni approvati: il materiale, insufficiente, non è bastato a coprire neanche la metà delle originali aspettative. Per questo solo alcuni reparti ne sono entrati in possesso.
«È davvero il colmo – commenta Gianni Tonelli, segretario generale Sap – Impossibile parlare di uniforme, l’unicità insita nel termine si è sgretolata nella pratica. Siamo di fronte all’ennesima arlecchinata che danneggia l’immagine di chi tutela l’ordine e la sicurezza dei cittadini. La tanto attesa divisa, comprensiva di due polo, un pantalone, un paio di anfibi e di cinturone, è stata distribuita ai pochi eletti insieme ad un porta metal detector, ad un porta maschera e ad un porta manette chiuso (e quindi non operativo), mentre manca di un porta radio e di un fondamentale e utile porta manette aperto che gli operatori di volante hanno dovuto acquistare a proprie spese nelle armerie di Roma.
Ma non è tutto – aggiunge Tonelli – perché le divise assegnate non sono state distribuite in modo tale da servire le reali esigenze degli agenti. Per quanti fanno il turno in quinta, con sera, pomeriggio, mattina e notte ravvicinati, due polo non bastano. D’estate, in servizio per strada, si suda. Se metti a lavare una maglietta appena stacchi e indossi quella di ricambio per il turno dopo, cosa ti rimane per i due successivi?
Dal giorno della distribuzione della nuova divisa operativa, assegnata solo alla Squadra Volanti ed al Reparto Prevenzione Crimine, registriamo un continuo malcontento da parte dei colleghi dei Commissariati della Capitale che si chiedono il motivo per il quale, pur effettuando la stessa mansione dei colleghi, non abbiano avuto la nuova divisa operativa. I soldi per i poliziotti mancano sempre, e al solito siamo costretti a lavorare tra mille difficoltà. Il prossimo 7 ottobre incontreremo il premier Renzi – ricorda ancora il segretario generale del Sap Tonelli – e torneremo ad illuminarlo sulle nostre proposte per evitare gli sprechi, cercando di razionalizzare le risorse a vantaggio di tutti».