Si dimette capo della Marina tedesca. Aveva affermato che ‘Putin merita rispetto’

Il capo della Marina tedesca, vice ammiraglio Achim Kay Schönbach, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico in seguito alle sue controverse osservazioni sulla crisi in Ucraina. Lo ha annunciato in serata un portavoce del ministero della Difesa.

Il vice ammiraglio, che aveva tra l’altro descritto come sciocca l’idea che la Russia volesse invadere l’Ucraina, lascerà il suo incarico “con effetto immediato”, ha detto il portavoce all’Afp.

Nei giorni in cui anche la Germania è alle prese con le delicatissime trattative internazionali con Mosca, per evitare il temuto attacco militare all’Ucraina, Schönbach si è lasciato andare ad un’analisi da cui il governo tedesco ha preso le distanze. “Le sue esternazioni, nei contenuti come nella scelta delle parole, non corrispondono in alcun modo alla posizione del ministero della difesa”, ha detto un portavoce in una nota.

“Davvero Putin vuole incorporare una parte dell’Ucraina?”, ha detto in inglese l’ormai ex capo della Marina in un video girato in India, a Nuova Delhi, nel corso di uno scambio di opinioni organizzato da un laboratorio di idee, e poi finito su Twitter. “Questo è un nonsenso. Probabilmente il Cremlino vuole esercitare un po’ di pressione, perché Putin sa di poterlo fare. Così può dividere l’Europa. Quello che Putin vuole davvero è rispetto. È facile dargli il rispetto che vuole e che, probabilmente, merita anche”.

Il viceammiraglio ha affermato fra l’altro che “la Russia ci serve, ci serve contro la Cina”. “Io sono un cattolico romano radicale. Io credo in Dio e nella cristianità”, ha sillabato nella discussione, in cui ha argomentato che “la Russia è un paese cristiano”, la Cina no. Schönbach ha fatto delle valutazioni anche sull’invasione russa passata: “La Crimea è andata. Non tornerà mai indietro. Questo è un fatto”, ha concluso sull’annessione della penisola, che non ha mai avuto il riconoscimento della comunità internazionale. Dopo poche ore l’annuncio del portavoce del ministero della Difesa sulle sue dimissioni.

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