Difesa: l’impegno delle Forze Armate per sovrastare il Covid 19 non ha fine

L’aiuto che il Ministero della Difesa sta apportando alla nazione non conosce fine e dopo numerosi mesi il suo supporto risulta essere ancora vitale per fronteggiare l’emergenza legata alla pandemia da Covid19.

Gli uomini e le donne appartenenti ai diversi gradi militari che stanno vedendo impegnati i loro sforzi non da poco dopo i fatti di Codogno, ancora oggi continuano ad operare nonostante le difficoltà nei sistemi sanitari di tutta Italia, costituendo un vero e proprio capostipite della lotta nazionale contro il coronavirus.

Insieme, uniti: la Difesa viene elogiata dal Ministro Guerini

Di vitale importanza per alleggerire il carico delle operazioni inizialmente attribuite agli ospedali, il comparto militare non ha perso un colpo sin dai lontani giorni di marzo. Da quando la Difesa è stata chiamata sul campo, infatti, i militari hanno iniziato a servire il loro Paese mettendo da parte loro stessi e lavorando con orgoglio e attenzione per il senso di umanità. Sotto questo punto di vista, il grande impegno che l’intera categoria sta impiegando non è passato sott’occhio visto che lo stesso Ministro Lorenzo Guerini l’ha riconosciuto ringraziando altresì tutte le donne e tutti gli uomini che non stanno risparmiando energie per fronteggiare la pandemia e, pertanto, rappresentano un modello al quale ispirarsi.

La Difesa, per chi non fosse informato, ha infatti risposto alla chiamata da parte dello Stato in maniera pronta e favorendo la sua costante presenza a favore dei cittadini. In tal senso, infatti, è possibile affermare che attualmente sono 453 i medici e 868 gli infermieri appartenenti alle Forze Militarizzate che operano sull’interno territorio nazionale mentre ammontano ad un ulteriore centinaia gli addetti che oggi operano nei 200 Drive Through Difesa disseminati nelle varie città della penisola.

La forza umana, infine, non è l’unica risorsa che la Difesa ha offerto al suo Paese in quanto nella lotta contro il coronavirus vanno altresì annoverati:

  • 18 servizi pubblici dislocati sul territorio italiano che offrono una disponibilità immediata di oltre 2000 posti grazie a circa 830 stanze utilizzabili per l’isolamento di persone civili;
  • Quattro strutture sanitarie, tra queste due potrebbero diventare operative in 72 ore mentre le altre in un lasso di tempo compreso in 14 giorni;
  • 150 posti letto presso il Policlinico Militare del Celio di Roma suddivisi in 100 posti per la degenza ordinaria e i restanti 50 dedicati alla rianimazione sub-intensiva o intensiva;
  • 22 posti letto elevabili fino a 28 presso il Centro Ospedaliero di Taranto;
  • 50 posti letto presso il Centro ospedaliero Militare di Milano;
  • Tende per il triage fornite sulla base delle richieste pervenute dalle ASL;
  • 73 veicoli delle Forze Armate utili per il trasporto in biocontenimento e 285 mezzi dedicati al trasporto di materiale sanitario.

Infine, per favorire la sicurezza dei cittadini, ai già presenti 7853 militari impiegati nel piano “Strade Sicure” se ne aggiungono altri 750 a seguito della proroga del servizio fino al 31 dicembre.

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