DIFESA, COMELLINI (PDM): AUGURI AL PRESIDENTE DEL COCER CHE FINALMENTE SE NE VA IN PENSIONE. ORA INIZI NUOVA STAGIONE DEMOCRATICA PER DIRITTI DEI MILITARI.

“Auguri al generalissimo Paolo Gerometta che finalmente ha raggiunto il più importante traguardo della sua carriera: la pensione”. Cosi Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) commentando l’ambito traguardo raggiunto dal generale Paolo Gerometta, attuale Direttore Generale della Direzione Generale del Personale Militare e contemporaneamente Presidente dell’Organismo di rappresentanza dei militari, il Cocer.

“Finalmente – dichiara Comellini – il generale Gerometta da domani potrà dedicarsi ad altro e quindi, mi auguro, che IL Cocer, l’organo di rappresentanza dei militari che ha presieduto negli ultimi 4 anni, possa tornare ad essere quell’organismo realmente informato ai principi democratici sanciti dalla Costituzione, nonostante l’assoluta mancanza di tutele e diritti che le attuali norme garantiscono ai militari.”.
“La permanenza del generale Gerometta all’interno dell’istituzione militare, anche un solo giorno in più del previsto, sarebbe inaccettabile – prosegue Comellini – perché lo scorso 28 gennaio 2016, il Consiglio di Stato, con il Parere 143/2016, lo ha ritenuto responsabile dell’illegittimità delle elezioni del Cocer, sez. esercito, svoltesi nel 2012, relativamente all’elezione di 4 marescialli. Elezioni poi finalmente annullate lo scorso 18 aprile 2016 dal Presidente della Repubblica.
Nell’occasione, come risulta dal verbale delle operazioni di voto, – rammenta il leader del Pdm – il generale dichiarò “deteriorata” una scheda elettorale che in realtà non lo era con la conseguenza della ripetizione del voto che invece doveva essere annullato e su questi fatti, – prosegue – che a mio avviso vanno valutati sotto il profilo del danno erariale, relativamente alle indennità di missione percepite per oltre quattro anni dai 4 marescialli e penale per quanto riguarda la dichiarazione non veritiera accertata dallo stesso Consiglio di Stato, lo scorso 27 febbraio ho presentato una dettagliata denuncia presso la Procura Militare di Roma e presso la Procura Ordinaria della Capitale.
Nell’atto di denuncia – spiega Comellini – ho indicato dettagliatamente anche i nominativi delle persone che possono riferire in merito a quanto accertato e confermato dal consiglio di Stato e, tra queste, anche lo stesso generale Gerometta quale presidente del posto di votazione, il generale Claudio Graziano che all’epoca era il capo di stato maggiore dell’Esercito, oggi lo è della difesa, e il Ministro della difesa.
Proprio quest’ultimo – insiste Comellini – è stato categoricamente smentito dai giudici amministrativi perché, rispondendo ad una interrogazione parlamentare del radicale Maurizio Turco, affermò che «Dagli atti in possesso non risulta che ci sia stata alcuna irregolarità nel corso delle operazioni di voto per l’elezione dei Consigli della rappresentanza militare. Invero, la procedura adottata dal Presidente del posto di votazione, durante le operazioni di voto per l’elezione dei delegati della categoria «B» (ruolo marescialli) della sezione Esercito del Cocer, dell’11 luglio 2012, risulta perfettamente aderente a quanto previsto dalle specifiche disposizioni in materia emanate dallo Stato Maggiore dell’Esercito.».
La ministra Pinotti sa perfettamente che l’illegittimità delle elezioni del Cocer, confermata dal Consiglio di Stato, è stata determinata dall’agire del generale Paolo Gerometta ed è stata, ed è, fonte di forte imbarazzo per la stessa Ministra, per tutte le forze armate, per il Governo e per lo stesso Presidente della Repubblica che prima ha dovuto firmare la norma contenente la proroga di un anno del mandato di quei delegati del Cocer nonostante gli fosse già nota la loro illegittima elezione, e poi, ha dovuto annullarne la medesima elezione conformemente alla decisione dei giudici amministrativi.
A prescindere dalla riforma della P.A. targata Madia e fortemente voluta da Renzi, – conclude Comellini –  sarebbe una scelta pessima e quindi sintomo di poco senso della legalità e dello Stato se la Ministra  dovesse decidere ugualmente di trattenere in servizio il generale Paolo Gerometta anche un solo giorno in più di quanto stabilito dalla legge.