Sindacati Militari: la Difesa ha fretta di chiudere. La Trenta brucia le tappe di un’opportunità epocale per le Forze Armate

“Il Co.Ce.R. Aeronautica – si legge in un comunicato stampa – apprende da canali irrituali la partecipazione dello stesso presso il Parlamento, a Commissioni congiunte di Camera e Senato, per essere audito in tema di “Disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale del Personale militare”, su Atti Camera n. 875 e n. 1060.

Nel ringraziare il Parlamento per il giustoriconoscimento di parte sociale a favore e tutela del Personale rappresentato in materia di provvedimenti di legge ritenuti “epocali”, da anni richiesti ed auspicati, questo Consiglio di Rappresentanza esprime altresì, con profondo rammarico, la mancata opportunità di favorire un ampio e fattivo contributo che sappia creare uno strumento a tutela e rappresentatività del Personale con le stellette. Si evidenzia, al riguardo, quanto lo stesso Co.Ce.R. chiedeva e riceveva dal Sig. Ministro della Difesa, in data 13 novembre 2018, in ordine att’apertura di quattro tavoli tematici a guida politica, tra i quali il tema dei Diritti del Personale con riferimento alla sentenza 120/2018 della Corte Costituzionale, ancora senza evidenza di fatti concreti.

Si aggiunge, con stupore e amarezza, che ad oggi non vi è ancora alcuna attività in itinere per essere auditi, a meno di 36 ore, presso il Parlamento sovrano su un tema ritenuto fondamentale e riconosciuto dalla Costituzione Italiana.”

Il delegato CoCeR della Marina Militare Antonello Ciavarelli  commenta: “Se domattina estendessero lo stesso modello sindacale della Polizia di Stato a tutto il personale, questo sarebbe pronto e avrebbe già un riferimento di come e a chi chiedere tutele.”

“Viceversa c’è il Ministro che annuncia una forte volontà in tal senso autorizzando associazioni sindacali, che non si comprende cosa possano oggi fare e in che modo possano tutelare il personale. Inoltre ci sono due disegni di legge (in particolare della maggioranza) che da una prima analisi sembrano limitare la rappresentatività del personale. Infatti, se ben vengano delle materie in più da trattare, al contempo emergono diversi limiti posti alla rappresentatività. Si comincia dal doverle far autorizzare dal Ministro, come se fossero associazione d’arma. Si parla in modo non chiaro di 12 ore di attività annuali non specificando a chi e cosa si riferiscano: a tutto il personale? ai soli delegati sindacali?.

Senza dire della confusione di far accavallare una rappresentatività unitaria di base ai sindacati di carattere nazionale. Tutto ciò per non parlare delle tutele e dei diritti, nonché della contrattazione. A fronte di questi chiaro/scuri, incalza un metodo di procedere serrato come se non ci fosse un domani. Inoltre le attuali rappresentanze verranno escluse dai confronti sui decreti delegati e Regolamenti di Attuazione.

Quindi bisognerà in fretta e furia mettere su delle Associazioni Sindacali. Oltre le competenze ci vorrà una capacità organizzativa e dispendio di energie (in senso lato) non di poco conto. Ci vorrà tempo affinché un sindacato sarà in grado di “camminare con le proprie gambe” per avere quel numero di iscritti che li garantirà di esprimere liberamente le esigenze della base. Quindi il mondo della rappresentatività rischierà di non avere scelta che “convenzionarsi” con confederazioni sindacali o appoggiarsi “indirettamente” a partiti politici o a dei “liberi professionisti”. Ciò a discapito della Autonomia.

Mentre per le riforme della Rappresentanza militare vi è stata una partecipazione ampia della base con vari audizioni e dibattiti parlamentari, in modo irrituale i delegati vengono a sapere di una possibile audizione dal sito della Camera per il prossimo 13 febbraio. Audizione di Commissioni difesa congiunte bicamerali. Che significa ciò? Quando ci sarà il passaggio al Senato il Co.Ce.R. (Consiglio Centrale) sarà considerato ascoltato? I Co.I.R. (Consigli Intermedi) saranno audìti? Probabilmente no visto che neanche i Co.Ce.R. fanno a tempo ad ascoltarli. Eppure tra questi vi è quello della Guardia Costiera che dovrebbe quanto meno vedersi riconosciuta la presenza del Ministro delle Infrastrutture e trasporti nelle fasi di contrattazione visto che è lui che paga i “Guardia coste”. Questa è la democrazia? Proprio l’attuale maggioranza la scorsa legislatura criticava il precedente Governo e chiedeva maggiore confronto sull’argomento.

Non si percepisce un grande rispetto da parte della politica, ma un tentativo di essere illusi ostentando il termine Sindacato ed eliminando invece quel poco che si ha senza dare certezza sul futuro della rappresentatività.

Se si proponesse, anche solo per motivi di equi-ordinazione e di ruolo, l’estensione dei diritti sindacali della Polizia di Stato sarebbe tutto più semplice e più chiaro. Viceversa l’impressione e il timore è quello di accorciare i tempi e complicare le norme coinvolgendo meno la base dei lavoratori con le stellette e dando in futuro meno rappresentatività al personale di quel poco che ne ha oggi.

L’auspicio – conclude Ciavarelli – è che, in considerazione dell’inizio della legislatura, ci possa essere un posticipo dell’eventuale audizione per dare tempo e modo al Co.Ce.R. di analizzare il DDL. Un ampio e approfondito dibattito sarebbe indispensabile per far si che il nuovo mondo sindacale militare porti un valore morale in più alla società senza rischiare di apparire come sindacato di se stesso.”

“È singolare notare – sottolinea il delegato Co.Ce.R. Marina Militare Sergio Belviso – come di fronte ad una svolta epocale che dopo 40 anni ha aperto al mondo militare il sindacato, ci si trovi oggi, come rappresentanti del personale, ad essere convocati in Parlamento con meno di 48 ore di preavviso. In un momento in cui si chiedono più diritti é fondamentale assicurarli oggi al CoCeR interforze che sta, con senso di responsabilità e sulla scia tracciata dalle dichiarazioni del Ministro della Difesa, assicurando questo storico passaggio con l’espressione che gli compete, quella della delibera: come fatto quindi a dicembre u.s anche questa volta il CoCeR dovrà esprimersi con i dovuti tempi e modi su quei Disegni di Legge che cambieranno per sempre la rappresentatività del mondo militare.”

delegato Cocer Marina Militare Sergio Belvino

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