De Giorgi: “Nuove navi per la nostra flotta”

Presentando un piano dettagliato sulle necessità, i costi, gli scenari dei prossimi 10 anni, l’ammiraglio De Giorgi ha precisato che l’investimento è strategico da più punti di vista: per far fronte all’emergenza umanitaria, per ragione di ammodernamento della Difesa, per rilanciare un comparto, quello della cantieristica navale, che ha ricedute importantissime sull’occupazione.
“Il futuro centro di gravità operativo ed economico dei prossimi dieci anni – ha detto – è inequivocabilmente marittimo. E’ dunque sul mare che si giochera’ il destino dell’Italia, sia sul piano nazionale, sia come membro attivo e responsabile della Comunita’ europea e internazionale”. La flotta militare italiana e’ composta, oggi, da 60 navi, ma la gran parte hanno superato il limite della vita operativa. Sono tutte vecchie di 20 anni, se non di piu’. Serve dunque un grande investimento strategico, in linea con quanto fatto da Germania e Spagna. “La Germania – ha detto l’ammiraglio – sta vendendo navi all’Algeria, il Marocco ha comprato navi dall’Olanda, la Spagna ne ha vendute quattro, modernissime, all’Australia. L’Italia, che ha tutto le capacita’ necessarie, non puo’ rischiare di restare fuori”. De Giorgi ha ricordato che entro il 2025 verranno radiate dalla attuale flotta 47 navi, 4 sommergibili, 13 unita’ minori.
Nello stesso giorno ha presentato l’unita’ su cui – a suo avviso – l’Italia dovrebbe investire per rendere la Marina Militare al passo con le esigenze del tempo: un Pattugliatore Polivalente d’Altura. “E’ un’unita’ veloce, capace non solo di pattugliare militarmente il mare, ma anche di portare assistenza, di alimentare con acqua potabile ed elettricamente una citta’ di 6mila abitanti”.