DAI TAGLI AL RINNOVO DEL CONTRATTO, NUMERI E TABELLE

Dopo nove lunghi anni è stato finalmente definito un rinnovo contrattuale. La trattativa è stata inevitabilmente condizionata dal gravissimo ritardo con cui è iniziata, dalla insufficienza delle risorse, dalla campagna elettorale, dall’incertezza sul risultato delle prossime elezioni e dalla prossima scadenza dei Co.Ce.R.. In un contesto tattico caratterizzato dalla fretta di chiudere del Governo e di alcune rappresentanze e dalla melina ostruzionistica (ispirata dall’opposizione) di tal altre rappresentanze o rappresentanti.

Una situazione che ha indotto il Co.Ce.R. GdF (insieme alla maggioranza delle rappresentanze) a maturare l’idea di chiudere il prima possibile la parte economica per dare quanto prima un po’ di ossigeno alle tasche del personale inaridite dal blocco, anche in considerazione del fatto che eventuali nuove risorse (ammesso e non concesso che sarebbero state stanziate) non sarebbero state comunque fruibili prima del 2019. Il tutto senza peraltro pregiudicare la parte normativa (in primis il ruolo negoziale della RM) che in minima parte ha già trovato soluzione in questo primo accordo e potrà comunque essere totalmente definita in una seconda sessione negoziale (c.d. coda contrattuale). Nella seguente Tabella sono riportati gli effetti economici dell’accordo appena concluso (gli importi si intendono “lordo dipendente”).

Gli effetti retributivi del contratto, che presumibilmente saranno effettivi dalla mensilità di marzo, rappresentano l’epilogo di un percorso iniziato nel 2015 che ha consentito di riattivare la dinamica retributiva disgraziatamente congelata dal d.l. 78/2010.

Percorso iniziato con lo sblocco di promozioni e assegni di funzione nel gennaio 2015, proseguito con il c.d. bonus sicurezza (di fatto un anticipo contrattuale) nel 2016, con il riordino nel 2017 e con questo rinnovo contrattuale e destinato a proseguire anche attraverso il nuovo strumento di finanziamento della specificità (sotto forma di F.E.S.I.) introdotto con l’ultima legge di Bilancio.

Nella seguente Tabella sono riportati gli effetti economici più significativi di questo cammino che non tengono conto dello sblocco di promozioni/assegni funzione, delle una tantum, degli accorciamenti carriera e della misura di detassazione del riordino e degli arretrati del contratto.

In buona sostanza il personale del comparto sicurezza e difesa dopo aver pagato in maniera molto più pesante rispetto ad ogni altra categoria di lavoratori il blocco contrattuale e soprattutto il blocco salariale imposto dal d.l. n. 78/2010 si è visto riconosciuto (almeno in parte) l’impegno, la serietà, il senso dello stato ed i sacrifici profusi per far fronte (con stipendio e turn-over bloccato) a tutte le nuove emergenze che hanno colpito il nostro paese negli ultimi anni (immigrazione, terrorismo, crisi economica). Nel seguente grafico è descritto l’andamento della retribuzione di un Maresciallo Capo anzianità 2014 (il sottoscritto) dal 31.12.2014 ad oggi. Sino al 31.12.2014 non mi veniva corrisposto l’assegno di funzione + 17 e la promozione a M.C.; dal 01.01.2016 e sino al 30.09.2016 ho goduto del c.d. bonus sicurezza da 80 euro netti; dal 01.10.2017 al 31.12.2017 ho beneficiato del bonus sicurezza sotto forma pensionabile (famosa una tantum da 350 euro) da circa 65,66 euro al mese (197/3) che si è sommato ai benefici dell’incremento parametrale del riordino (pari a 42,93 euro) per un totale netto di 108,5; dal 01.01.2018 perdo definitivamente il bonus ma acquisirò i benefici del contratto da sommare a quelli del riordino per un complessivo netto di euro 128,96. Il tutto senza contare gli arretrati del contratto 2016-2017.

Potete fare questo esperimento anche inserendo i dati della vostra retribuzione netta e constaterete che dal 2015 od oggi nessuno ci ha perso, nemmeno a livello di retribuzione netta. Purtroppo le indennità accessorie (esterna, notturno, festivo, missione, ecc.) non sono state rivalutate, ma non solo e non tanto a causa dell’insufficienza delle risorse, se è vero che sono ferme dal 2002.

Qui Il vero problema infatti sta nella struttura della nostra retribuzione e nell’assenza di contrattazione di II livello, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni. Proprio per questo si è finalmente deciso (come da anni chiesto dal Co.Ce.R. Guardia di Finanza) di puntare decisi sul F.E.S.I. unico strumento idoneo a superare le criticità del comparto oggi in grado di compensare di servizi operativi, in luogo delle tradizionali indennità accessorie.

Credo che se tre anni e mezzo fa ci avessero proposto questo scenario, cui bisogna aggiungere un corposo finanziamento pluriennale per equipaggiamento ed infrastrutture, lo sblocco dei concorsi interni per le polizie ad ordinamento civile ed il ripristino del turn-over al 100%, probabilmente tutti avremmo accettato.

Delegato Co.Ce.R. della Guardia di Finanza Gianluca Taccalozzi