Crosetto in Parlamento sull’Iran: militari spostati, navi pronte e “Italia non in guerra”. Ma l’allerta sale
Aggiornamento alle Camere: numeri e mosse dopo il briefing al Senato
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito in Parlamento fornendo un aggiornamento rispetto a quanto già comunicato in commissione al Senato due giorni prima, concentrandosi sulle evoluzioni del conflitto e sulle ricadute sui contingenti nazionali. Nell’area interessata, ha ricordato, l’Italia aveva 2.576 persone “in tutta l’area” prima che il conflitto esplodesse; erano già iniziati spostamenti preventivi “per mettere in sicurezza”, poi rafforzati alla luce del peggioramento del quadro.
Kuwait, base di Ali Al Salem: 239 militari verso l’Arabia Saudita
Nel dettaglio, Crosetto ha indicato che in Kuwait, presso la base di Ali Al Salem, è in corso “proprio mentre vi parlo” un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita per “alleggerire il dispositivo” mantenendo però una “capacità operativa essenziale”. Rimarranno 82 militari sui 321 iniziali.
Qatar (CAOC): restano 3 su 10 per garantire collegamenti e coordinamento aereo
In Qatar, sede del CAOC, il ministro ha riferito che 7 militari su 10 stanno raggiungendo l’Arabia Saudita; le 3 unità rimanenti assicureranno “la continuità di collegamento” e la “coordinazione con tutta la componente aerea regionale”.
Bahrain: ritiro con modalità analoghe al Qatar, citata l’inattività del comando in Libano
In Bahrain, dove cinque militari italiani operavano a supporto della Combined Maritime Force presso il comando centrale della Marina statunitense, Crosetto ha spiegato che è in corso il ritiro del personale con modalità analoghe a quelle descritte per il Qatar, “a causa della momentanea inattività del comando in Libano”.
Libano: opzione evacuazione anche di civili, unità navale pronta h24
Sul Libano, Crosetto ha detto che, alla luce degli ultimi sviluppi, la situazione è “valutata attentamente” e che l’Italia è pronta a fronteggiare ogni esigenza: sia rimodulando il personale, sia intervenendo con un dispositivo navale già in preparazione “ove si rendesse necessaria un’evacuazione anche di personale civile”. È stata posta “prudenzialmente” in prontezza 24 ore l’unità navale dedicata.
Erbil e Kurdistan iracheno: rientri in Italia, trasferimenti in Giordania e velivoli già spostati
Ad Erbil, nel nord dell’Iraq (regione autonoma del Kurdistan), la riduzione era partita già prima dell’inizio del conflitto: 102 militari sono rientrati in Italia e 75 sono stati trasferiti in Giordania. Crosetto ha aggiunto che anche sul fronte mezzi aerei si era agito prima degli scontri: trasferiti “in un’altra sede” i C-27 e cinque elicotteri.
“Quasi 100mila italiani” nell’area: Crosetto richiama Francia e Regno Unito
Riprendendo un dato citato dal ministro Tajani, Crosetto ha parlato di connazionali “quasi 100.000”, aggiungendo un confronto: 400.000 francesi e 300.000 inglesi nella stessa condizione. Ha inoltre affermato che “gli unici” ad aver attivato i dispositivi messi in campo dalla Farnesina sarebbero quelli del governo italiano e che “molti paesi stranieri” starebbero sfruttando tali dispositivi, inclusa l’assistenza e l’aiuto forniti dalle Forze armate.
La svolta nella strategia iraniana secondo il ministro: colpiti i Paesi vicini, non Israele
Crosetto ha descritto un’evoluzione della guerra “molto diversa” dal passato: “hanno subito molti più attacchi gli Emirati che non Israele”. A suo dire, gli attacchi iraniani si sarebbero concentrati su Paesi che “in teoria non partecipano alla guerra”, citando anche l’Azerbaijan.
I dati elencati in Aula: missili e droni rilevati e intercettati
Il ministro ha fornito numeri per rendere la “dimensione” della reazione iraniana:
- Emirati Arabi Uniti: rilevati 186 missili balistici, intercettati 172; 812 droni, intercettati 755.
- Qatar: 101 missili balistici, intercettati 98; 39 droni, intercettati 24.
- Bahrain: 73 missili e 91 droni (così riferito in elenco).
- Kuwait: 178 missili balistici e 384 droni (così riferito in elenco).
Crosetto ha sostenuto che l’Iran “non può colpire con i droni Israele” per la distanza e i tempi di volo, che renderebbero “facilmente” intercettabili i velivoli senza pilota; per questo “sta colpendo le nazioni vicine”, con l’obiettivo di “creare caos” e “complessità economiche”.
Stretto di Hormuz e shock economico: “effetto immediato per le famiglie”
Crosetto ha richiamato la centralità dello Stretto di Hormuz: ogni giorno vi transitano tra 17 e 20 milioni di barili di petrolio, pari al 20% del petrolio mondiale. Quando le rotte sono “messe sotto pressione” e petroliere e gasiere vengono fermate, ha avvertito, “l’effetto per le famiglie è immediato”.
Basi europee e NATO, Turchia e Cipro: il nodo articolo 5 e l’assistenza UE
Tra le preoccupazioni indicate: gli attacchi “hanno colpito e sono stati fermati” su basi europee e basi NATO, citando Turchia e Cipro. Crosetto ha ricordato che, qualora venisse riconosciuto un attacco contro quelle nazioni, entrerebbero in gioco da un lato l’articolo 5 della NATO, dall’altro gli obblighi UE di assistenza; ha precisato che “non sono stati indicati” come tali e “non è ancora così”.
Il rischio domino: la crisi mediorientale e l’“atteggiamento russo” sull’Ucraina
Crosetto ha indicato come “tema più grande” la possibilità che dalla crisi si innestino e alimentino altre crisi, citando il “fronte est” e la preoccupazione per l’atteggiamento russo verso una guerra in Ucraina “bloccata sostanzialmente sul fronte”. Ha riferito di una pressione interna su Putin da parte di “integralisti nazionalisti” e “generaloni” che lo accuserebbero di aver usato “il piede leggero” e lo spingerebbero ad aumentare il livello del conflitto “utilizzando altre armi”.
Nasce un coordinamento permanente tra Ministeri della Difesa (Germania, Francia, UK, Polonia, Italia)
Per gestire la crisi, Crosetto ha annunciato la decisione presa “ieri” con i colleghi dei 5 (Germania, Francia, Regno Unito, Polonia e Italia) di formare un coordinamento permanente tra i Ministeri della Difesa. Il tavolo, ha spiegato, è permanente e coinvolge advisor dei ministri e capi di Stato Maggiore, con l’intenzione di allargarlo ad altri Paesi.
Segnale verso Cipro: “nei prossimi giorni” assetti navali con Spagna, Francia e Olanda
Crosetto ha detto che, dopo confronti anche con la ministra spagnola, è stata valutata l’opportunità di un segnale verso Cipro: “probabilmente italiani, francesi, olandesi, spagnoli porteranno un aiuto… un aiuto di sicurezza”. Più avanti, ha richiamato l’articolo 7 (assistenza in caso di aggressione armata sul territorio di uno Stato membro) e ha dichiarato che nei prossimi giorni Italia, Spagna, Francia e Olanda manderanno assetti navali a protezione di Cipro.
“Dispositivo multidominio nazionale Medio Oriente” e rafforzamento difensivo: antiaerea, antidrone, antimissile
Crosetto ha inquadrato lo strumento d’intervento nel pacchetto missioni internazionali autorizzato dal Parlamento, richiamando la possibilità di dispiegare un dispositivo multidominio nazionale in Medio Oriente per contribuire a un ambiente sicuro e alla stabilità regionale. Alla luce dei recenti avvenimenti, ha detto, l’intenzione è adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi: sistemi di difesa aerea, antidrone, antimissilistica, “nel perimetro di quanto già autorizzato” e nei limiti geografici e funzionali della missione. Obiettivi dichiarati: protezione delle missioni, tutela degli interessi nazionali, risposta alle richieste di Paesi in difficoltà e contributo a contrastare una “incipiente crisi finanziaria ed energetica”.
Basi USA in Italia: quadro giuridico, nessuna richiesta fuori perimetro
Il ministro ha affrontato anche il tema della presenza di basi statunitensi in Italia, definendolo disciplinato da regole internazionali consolidate da oltre 70 anni. Ha citato il NATO Status of Forces Agreement (1951) e gli accordi bilaterali Italia-USA del 1954, aggiornati nel 1973, oltre al memorandum d’intesa del 1995. Ha specificato che tali cornici disciplinano “i limiti delle attività” e che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta relativa a scenari diversi: “quindi non c’è un tema di basi da concedere”. Se emergessero domande di questo tipo, ha aggiunto, il governo tornerebbe in Aula.
“L’Italia non è in guerra”: gestione conseguenze, durata “settimane” secondo USA e Israele
Crosetto ha scandito un punto politico: “L’Italia non è in guerra” e non è stata coinvolta nel conflitto. L’Italia, ha detto, sta cercando di gestire e mitigare in accordo con le nazioni amiche le conseguenze di un conflitto “preoccupante ed irrompente”. Ha riferito che “ci dicono americani e israeliani” che durerà settimane, con conseguenze a cerchi concentrici su sicurezza dei contingenti, sicurezza degli italiani, richieste di aiuto di nazioni amiche e crisi energetica.
Notifiche e autorizzazioni: impegno a coinvolgere il Parlamento
Sulle regole applicabili alle attività legate alle basi USA, Crosetto ha distinto tra notifiche tecniche per logistica e attività “non cinetiche” e autorizzazioni governative per il “secondo caso”. Ha dichiarato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha invitato a impegnarsi perché l’eventuale seconda scelta venga assunta d’intesa col Parlamento: “e così sarà”. Ha aggiunto di non pensare che verrà mai richiesto, ma in quel caso “torneremo qui e decideremo insieme”.
Allerta massima sulla difesa aerea nazionale: ordine al Capo di Stato Maggiore della Difesa
Richiamando quanto accaduto in Turchia e a Cipro, Crosetto ha detto di aver dato mandato al Capo di Stato Maggiore della Difesa di innalzare al livello massimo la protezione della rete di difesa aerea e antibalistica nazionale, in coordinamento con alleati e NATO. Motivazione: di fronte a una “reazione sconsiderata” ci si può “aspettare di tutto”.
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