PINOTTI: RITOCCHIAMO F35 E ADEGUIAMO GLI STIPENDI DEI MILITARI. NAPOLITANO: F35 NON SI TOCCANO

(di Guido Lanzo) – Erano passate poche ore dalle dichiarazioni del Ministro della Difesa Pinotti con le quali si chiariva che era necessario “rivedere, ridurre o ripensare anche grandiprogetti avviati o ipotizzati”, riscontrando come priorità un attenuamento
degli effetti del blocco degli stipendi e non, solo, un aumento della spesa
militare.

Le solite promesse hanno pensato in
molti. Le consuete dichiarazioni di insediamento sulla poltrona del dicastero
Difesa. Eppure il Presidente della Repubblica pare non le abbia ritenute
semplici parole al vento, e forse intimorito dalle dichiarazioni del neo
ministro, è dovuto personalmente intervenire.
Il capo dello Stato, infatti, ha
inserito tra i punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Supremo di Difesa,
convocato per il 19 marzo, le “criticità
relative all’attuazione della Legge 244”
, che assicura ai parlamentari
il potere di controllo sulle spese militari. In parole povere, Napolitano,
visto il vociare “difforme” in tema di spesa militare,  vorrebbe stoppare eventuali richieste di tagli
e smorzare l’entusiasmo degli operatori del Comparto Difesa che finalmente
udivano dal proprio ministro dichiarazioni non solo sugli F35 ma soprattutto sulle
retribuzioni bloccate.

Insomma questa volta a remare contro
sul blocco degli stipendi  del Comparto
Sicurezza e Difesa è, addirittura, il Presidente della Repubblica. Niente
tagli, più spesa, stessi stipendi.

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