INDENNITA’ DI SPECIFICITA’ DELLE FORZE ARMATE, GIOCO DELLE TRE CARTE?

Abbiamo già avuto modo di esporre in anteprima cosa sia l’indennità di specificità per le Forze Armate. Sostanzialmente la proposta delle rappresentanze militari del Comparto Difesa consiste nel riconoscimento dell’indennità di specificità nel contratto, utilizzando le risorse a disposizione e accantonando quelle del FESI.

L’indennità di specificità, quindi, sarebbe composta sia dagli 85 euro lordi che dal FESI, il quale diventerebbe così inderogabile assumendo forza contrattuale. In questo modo il FESI non dipenderebbe più dai parametri restrittivi, poiché verrebbe corrisposto a tutti i dipendenti del comparto difesa. Questo diventerebbe fisso e quindi svincolato dalle logiche politiche che ogni anno ne fanno variare i finanziamenti. Ma non tutti sono d’accordo. Riportiamo una nota di Domenico BILELLO (delegato COCER Interforze), nella quale, in riferimento all’indennità di specificità, fa riferimento al noto gioco delle tre carte: “I fondi a disposizione per il rinnovo del contratto del comparto difesa e sicurezza sono oramai da tempo cristallizzati, e non si notano volontà politiche degne di nota di stanziamenti aggiuntivi. Come sempre, in questi momenti “critici” entrano in campo in modo più o meno subdolo alcune note figure che avanzano proposte “curiose o addirittura pericolose” per i riflessi economici sul personale del comparto difesa.

In tal senso, si nota l’attivismo di chi rivendica l’abolizione del C.F.I. e magari del FESI. Tutto per la creazione ex ante di una nuova indennità di specificità mensile su cui far confluire le risorse disponibili del C.F.I. e del FESI con la possibilità di allocare anche i famosi 85 euro medi lordi previsti dal Governo per il contratto. In questo modo, si può raggiungere una cifra mensile lorda di oltre 200 euro per ogni militare. Immaginate i titoloni del giornali… peccato che, non si avrà più il FESI e non si capisce dove saranno presi i fondi per lo straordinario necessari per pagare le ore di straordinario svolte nei campi o nelle esercitazioni svolte dal personale militare, attualmente remunerate con il CFI.

E’ fin troppo chiaro che tale ipotesi produrrà una forte “frizione e contrapposizione di interessi” tra rappresentanze delle Forze Armate ed anche all’interno delle Forze Armatenamento e come tali vanno sempre considerati. Da questa situazione – conclude Bilello –  l’unico vero vincitore è il Governo che potrebbe senza mettere un centesimo in più fare i super titoloni sui giornali del mega aumento dato…ma che in gran parte sia ben chiaro è solo uno spostamento interno di risorse.