«CORSO INDISPENSABILE», LA TRUFFA DEGLI AGENTI ISTRUTTORI AGLI ALLIEVI

(di Giulio De Santis) – Il prestigio della divisa indossata sommato alla credibilità
del ruolo. Ingredienti che sarebbero stati utilizzati, secondo la procura, da
due poliziotti-istruttori della penitenziaria, Domenico Manzo e Claudio
Pellegrino – ora sotto processo con l’accusa di truffa – che nel 2012, hanno
convinto 40 aspiranti allievi della scuola di formazione dell’amministrazione
penitenziaria «Giovanni Falcone» di un ingresso privilegiato nel corpo al
termine del 164° corso se avessero partecipato alle loro lezioni pagando 200
euro.

Agenti qualificati

A garanzia della serietà dell’investimento – com’è scritto
nel capo d’imputazione – le qualifiche ricoperte dagli imputati, entrambi istruttori
in servizio presso la scuola di formazione e aggiornamento «Giovanni Falcone».
Amara la sorpresa, quando, al termine delle lezioni «extra moenia» seguite dai
40 aspiranti secondini, l’unico titolo consegnato ai partecipanti – secondo
l’accusa rappresentata in aula dal pm Louella Santini – è stata una quietanza
rilasciata dall’associazione dilettantistica S.D.A Defence Accademy of Foggia.
Pezzo di carta impossibile da spendere come attestato di merito per un ingresso
nella penitenziaria. Una delusione cocente che ha spinto gli allievi a
denunciare i due poliziotti. È l’inizio del 2012 quando il ministero della
Giustizia organizza il 164° corso di formazione per allievi agenti di polizia
penitenziaria. Tra gli istruttori figurano anche Pellegrino e Manzo che
prestano servizio presso l’Istituto nazionale sperimentazione perfezionamento
tiro. I due avvicinano alcuni allievi con lo scopo di pubblicizzare le loro
lezioni e per persuaderli lasciano intendere che la partecipazione sarebbe
stata valutata positivamente dai superiori. Gli aspiranti agenti cadono nel
raggiro e pagano la cifra richiesta, seguono tutti i corsi che i due istruttori
organizzano all’hotel Ergife ma quando si avvicina il momento di ottenere il
risultato sperato, gli alunni capiscono che qualcosa non torna. Ora nella
prossima udienza del processo, il 15 gennaio, toccherà ai due imputati
difendersi davanti al giudice.