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IL PENTAGONO INDECISO SU COME DIFENDERE I RIBELLI, L’IRAN PREPARA OFFENSIVA DI TERRA, ARRIVANO GLI HEZBOLLAH

(di Franco Iacch) – “Dobbiamo difendere l’opposizione siriana dai raid russi, ma
ancora non sappiamo quale strada intraprendere”. E’ questo il maggior cruccio
del Pentagono a poche ore dal primo attacco aereo russo contro, secondo Mosca,
“cellule nemiche non ben identificate”.

Le unità colpite, secondo la Casa Bianca, apparterrebbero al
gruppo ribelle Tajammu al-Aaza, finanziato ed addestrato dalla CIA.
Il problema è adesso capire come difendere i ribelli siriani moderati che sono
stati addestrati ed equipaggiati dall’esercito americano. Le proposte che si
stanno vagliando in queste ore sono sostanzialmente due: la prima,
pericolosissima, prevede l’impiego dei caccia USA a difesa dei siriani.
Pericolosissima questa opzione, abbiamo detto, perché potrebbe innescare un
confronto a tutto campo con la Russia, in un potenziale disastro che
l’amministrazione vorrebbe evitare. La seconda opzione, invece, prevede
l’utilizzo di specifiche frequenze radio internazionali per i piloti militari
che operano nello spazio aereo siriano. E nelle prossime ore, si lavorerà
quantomeno per adottare tale misura preventiva. E’ un argomento, però, che la
strategia americana, non ha nemmeno immaginato.
Gli strateghi del Pentagono, appare ormai evidente, sono
rimasti spiazzati dai russi. Il potenziale nemico, non è stato considerato, per
una strategia che si basa sul sostegno dei ribelli siriani e di quanti si
allineano con gli USA ed i terroristi da colpire. Gli attacchi aerei russi sono
stati effettuati in Siria occidentale. La maggior parte dei siriani addestrati
ed equipaggiati dagli Stati Uniti operano nel nord. Ad alimentare la
preoccupazione della Casa Bianca è anche il “particolare” equipaggiamento
russo. Mosca, infatti, in Siria ha anche spiegato dei vettori armati con
missili aria-aria: un chiaro avvertimento per gli USA, considerando che né i
ribelli allineati con l’Occidente né i terroristi possiedono una forza aerea.
Intanto, nelle prossime ore potremmo assistere alla prima
controffensiva (ufficiale) delle forze di terra. Gli iraniani continuano ad
ammassare truppe per un binomio ormai chiaro. La Russia avrebbe fornito la
forza aerea, l’Iran quella di terra. La Cina si riserva ancora un ruolo
logistico, in attesa di poter schierare i primi caccia-bombardieri, in arrivo a
novembre. Tutte le forze di terra sono coordinate dal generale Qasem Soleimani
(vecchia conoscenza degli USA) comandante della Forza Quds, che
gestisce una rete di forze delegate in tutto il Medio Oriente, tra cui Siria,
Iraq, Yemen e Libano La Forza Quds o Brigata Gerusalemme, ala per le operazioni
speciali del Corpo delle Guardie rivoluzionarie dell’Iran, è ritenuta
responsabile della morte di centinaia di soldati americani in
Iraq. Secondo il Pentagono, la Forza Quds supporterebbe
gruppi terroristici in Libano, Yemen e Iraq.

Entro le prossime ore, è atteso anche un contingente degli
Hezbollah. Hezbollah, alleato russo ed iraniano, ha combattuto al fianco delle
forze del presidente Bashar al-Assad dall’inizio della guerra civile siriana.

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