Coronavirus: tutto rinviato, tranne elezioni senato 8 marzo in Umbria

Per fermare il coronavirus e limitare il contagio il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha firmato un nuovo decreto mettendo l’Italia in quarantena: scuole e università chiuse fino al 15 marzo, campionato di calcio a porte chiuse per un mese, stop a tutti gli eventi affollati. Per tutti distanza di sicurezza di un metro.

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Decisioni senza precedenti. Tutto rinviato, o quasi. Domenica 8 marzo si voterà in Umbria. Si tratta dell’elezione per ricoprire lo scranno da senatore nel collegio uninominale 2 di Terni lasciato libero dalla governatrice Donatella Tesei una volta eletta in Regione.

Insomma le scuole chiudono, gli eventi si rinviano, le trasferte si annullano ma le elezioni vincono su tutto, anche sul coronavirus. Tutti al riparo ma non le forze di polizia che dovranno presidiare le scuole, giorno e notte, in vista delle elezioni ed i cittadini che si recheranno a votare. Nonostante un elevato astensionismo preannunciato già dalle elezioni svolte a Napoli e Roma, dove solo il 15% degli aventi diritto al voto si è recato al seggio. Insomma all’occhio attento del governo pare sia sfuggito il particolare delle elezioni dell’8 marzo oppure la scelta è voluta aldilà di tutti i discorsi sul coronavirus e si vuol fare in mondo che l’astensionismo prevalga più del solito eleggendo un senatore con una manciata di voti portati dalle strutture dei partiti? A “pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”, diceva qualcuno.

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Eppure basterebbe unificare le elezioni supplettive a quelle del Referendum, e se non si vuol cedere all’emergenza del Coronavirus e del pericolo astensionismo, quanto meno si ragioni in un’ottica di risparmio.

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