Coronavirus, così i militari presidieranno milioni di dosi di vaccini in Italia dal rischio furti e negazionisti

È stato scelto l’hub nazionale dove saranno stoccati decine e decine di milioni di dosi di vaccino in arrivo da gennaio del prossimo anno. Si tratta del sito della Difesa a Pratica di Mare. Ad annunciarlo, d’accordo con i ministri della Difesa e della Salute, il Commissario Straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri. La scelta di Pratica di Mare, a 20 chilometri a sud da Roma, è strategica per due motivi: il primo è che è il sito ha un ampio aeroporto militare dove da anni si imbarcano uomini, mezzi e materiali su grandi velivoli militari come il boeing CK 767 che potrebbero trasportare grandi scorte di vaccino. E poi come area militare garantisce la massima sicurezza contro il rischio concreto di furti ma anche delle possibili attenzioni dei negazionisti del Covid.

Il sito di stoccaggio a Pratica di Mare

Quello di Pratica di Mare – spiegano dal Governo – è un hub intermodale militare, di ampie dimensioni, ottimale per la successiva distribuzione dei vaccini, in grado di accogliere vettori aerei, elicotteri e baricentrico per la connettività stradale. Le fiale di vaccino verranno concentrate nel sito, in cui sono disponibili shelter di ampie dimensioni, che garantiranno la massima efficacia per la conservazione ed i massimi livelli di sicurezza per gli stock. I vaccini saranno poi da lì distribuiti, a cura delle Forze Armate con differenti vettori, ai numerosi punti di somministrazione che il piano ha previsto su tutto il territorio nazionale, di nuovo nelle condizioni di massima sicurezza. Il recente Piano vaccini presentato dal ministro della salute Roberto Speranza prevede infatti due percorsi di stoccaggio: per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard (tra i 2° e gli 8°) ci sarà un modello di distribuzione “hub and spoke”, con un sito nazionale di stoccaggio – quello di Pratica di mare appunto – e una serie di siti territoriali di secondo livello. Per quanto riguarda invece i vaccini che necessitano di catena del freddo estrema, questi verranno consegnati direttamente dall’azienda produttrice presso 300 punti vaccinali (ospedali) che sono stati condivisi con le Regioni e le Province autonome. L’aereoporto di Pratica di Mare è stato impiegato già nella primissima fase dell’emergenza per il rientro degli italiani dalla Cina.

L’operazione dei vaccini si chiamerà «Eos»

L’aeroporto militare Mario De Bernardi’a Pratica di Mare, che nel 2002 ospitò l’incontro tra i vertici di Nato e Russia per lo storico accordo di reciproca collaborazione, sarà quindi nel 2021 il baricentro della seconda fase della campagna vaccinale in Italia. Il nome dell’operazione di distribuzione messa a punto dal Comando operativo di vertice interforze (lo stesso che gestisce tutte le missioni italiane nel mondo) ha un nome evocativo: «La chiameremo Eos – annuncia il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, facendo riferimento al nome della dea greca dell’aurora – le Forze Armate, facendo tesoro dell’esperienza e competenze logistiche acquisite in questi anni di impegno nelle varie missioni nei diversi teatri internazionali, sono pronte, con uomini e mezzi, a dare il loro contributo». L’enorme hub intermodale sarà il luogo conservazione «ai massimi livelli di sicurezza per gli stock», ma anche uno snodo per le destinazioni di milioni di fiale da distribuire. Dagli hangar della base partiranno i mezzi dell’Esercito per portare le fiale nei cosiddetti “sub-hub” regionali, come – nel caso della Toscana – lo stabilimento chimico farmaceutico della Difesa a Firenze. Un terzo percorso è poi previsto lungo le arterie dei territori per raggiungere tutti i 1.500 punti di somministrazione sparsi per il Paese: dagli ospedali alle Rsa, fino ai drive-through della Difesa – gli stessi ancora oggi utilizzati per i tamponi – con il supporto di farmacie, pediatri e medici di base a primavera.

Il rischio di furti e rapine e le proteste dei negazionisti

A parlare per primi di allarme sicurezza sono in particolare i farmacisti della Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie che saranno direttamente coinvolte nella conservazione delle dosi. «Come società scientifica siamo molto attenti al fenomeno – precisa Arturo Cavaliere, presidente Sifo – il valore economico, clinico e sociale dei vaccini è così alto, che potrebbe richiamare l’attenzione di soggetti della criminalità organizzata, gli stessi che già negli anni scorsi si sono fatti protagonisti di furti in tante farmacie ospedaliere del nostro Paese. Non possiamo rischiare oggi di rivivere quelle situazioni inserite in un contesto ben più drammatico e diffuso». Una preoccupazione condivisa anche dal Dg dell’Agenzia del farmaco Nicola Magrini:  «Nel contesto dell’emergenza e all’arrivo dei nuovi vaccini è molto importante mettere in atto un’efficace azione di tracciabilità e prevenzione dei furti, che permetta di tenere sotto controllo la catena di distribuzione e stoccaggio e di garantire la piena sicurezza della filiera in un ambito oggi particolarmente sensibile». Al rischio furti si aggiunge anche la preoccupazione per le proteste e i possibili assalti dei negazionisti del Covid. Un problema che in Germania si sono già posti anche perché lì ci sono due aziende produttrici del vaccino (Biontech che lavora con Pfizer e Curevac). Per questo si è scelta la massima sicurezza: prima di essere distribuite le dosi verranno temporaneamente depositate nelle caserme dell’esercito federale tedesco, il Bundeswehr.

Redazione articolo a cura di di Marzio Bartoloni per il Sole24ore

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