Contratto Difesa 2025-2027, “Attenti al Cetriolo”: l’allarme sugli aumenti “simbolici” e la beffa per i militari
Il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto del comparto Difesa 2025-2027 si è ufficialmente aperto il 26 maggio 2026, ma l’aria che si respira tra le fila del personale in divisa è di forte preoccupazione. Nonostante i proclami di vicinanza del Governo, le risorse stanziate appaiono non solo insufficienti, ma addirittura peggiori rispetto a quelle del triennio precedente. L’ombra del cosiddetto “cetriolo” — metafora di un accordo a perdere — agita il comparto, con l’Associazione Europea Cittadini e Veterani in Uniforme (ACVUM) che lancia un monito chiaro: non si può accettare un ulteriore impoverimento reale mascherato da aumenti di facciata.
Stipendi e inflazione: la soglia minima dei 200 euro netti
La realtà economica vissuta dal personale militare è fatta di mutui, bollette, rincari alimentari e caro carburanti che hanno polverizzato il potere d’acquisto negli ultimi anni. A fronte di spese familiari ormai fuori controllo, la proposta di incrementi inferiori ai 100 euro netti per i gradi iniziali viene giudicata offensiva. Secondo le analisi di settore, per iniziare a recuperare seriamente quanto perso a causa dell’inflazione, un aumento dignitoso dovrebbe partire da almeno 200 euro netti. Negoziare sulla base di un’inflazione “teorica e programmata”, lontana dai prezzi reali del supermercato e dei distributori, è considerato un errore che i militari non possono più permettersi.
Specificità e Fondi NATO: le proposte per un piano straordinario
Un punto critico della trattativa riguarda la “specificità” del ruolo militare. Il rischio denunciato è che questa venga finanziata attingendo alle stesse, magre risorse del contratto, creando un gioco a somma zero. La richiesta è invece quella di un Piano Straordinario Nazionale sulla Specificità con finanziamenti separati e strutturali che includano:
- Investimenti sulla previdenza, indennità operative e accessori finanziati attraverso i fondi della NATO.
- Una revisione profonda e seria del sistema FESI.
- Misure concrete contro il pendolarismo estremo e il carovita.
- L’istituzione di un vero “Piano Casa” per rispondere alla cronica carenza di alloggi e tutelare le famiglie divise dai trasferimenti continui.
Sindacati sotto accusa: il rischio di accordi “pro domo loro”
Il fronte delle APCSM (Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari) è sotto osservazione. Il timore è che, durante i negoziati, il focus si sposti dalle necessità economiche dei soldati a prerogative, mandati o vantaggi per i dirigenti sindacali. Girolamo Foti (ACVUM) avverte i colleghi: molti “no” sbandierati oggi potrebbero trasformarsi in rapidi “sì” qualora venissero soddisfatte richieste interne alle associazioni anziché le esigenze del personale. Il compito dei sindacati non è ratificare accordi al ribasso, ma avere il coraggio di mantenere posizioni coerenti anche di fronte a pressioni o procedimenti disciplinari.
La politica alle strette: chiesto un incontro a Palazzo Chigi
Data l’insufficienza delle risorse attuali, la soluzione non può essere solo tecnica, ma deve essere politica. Per questo motivo, le APCSM dovrebbero chiedere unite un incontro urgente con il Presidente del Consiglio, ritenuto l’unico soggetto in grado di stanziare i fondi necessari per garantire dignità e rispetto a chi indossa una divisa.
Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?
G Aggiungi Infodifesacome fonte preferita su Google
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.