CON LA SCUSA DEL REATO DI TORTURA SI PROCESSANO I POLIZIOTTI:LINEA DURA DEL GOVERNO

(di Antonio Marras) – Poi non
vi lamentate se i tifosi olandesi arrivano a Roma e fanno
danni e distruzioni in pieno centro, con i poliziotti italiani costretti ad
arginare i barbari senza poterli manganellare, senza poter
reagire alle provocazioni, senza poter rispondere colpo su colpo.

Come del
resto accade spesso e volentieri alle manifestazioni dei No Tav, dei centri
sociali, dei no global. Se i poliziotti, da difensori dell’ordine pubblico, si
trasformano spesso in “colpevoli” di eccesso di reazione, è anche colpa di
leggi come quella svelata da “Libero“, una legge che punisce chi, tra le
forze dell’ordine, causa “sofferenza psichica” ai delinquenti.
Fermarli sarà sempre più difficile, denuncia un articolo di Mario
Giordano
 che dà conto di una proposta di legge del Pd che ha avuto,
nei giorni scorsi, il primo via libera dalla Commissione Giustizia della Camera
ma era stata già approvata Senato. La solita mano dura della
sinistra… contro la polizia.

Il nome della legge tira in ballo una fattispecie del tutto
spropositata rispetto alle regole che poi detta, “Reato di tortura”. «Ma che la
norma sia stata pensatata contro la polizia – scrive Giordano – non c’è dubbio,
tanto è vero che in  principio l’intenzione era addirittura quella di
introdurre il reato di tortura come reato specifico delle forze
dell’ordine
. Fin dall’inizio, dunuqe, l’obiettivo non è mai stato quello di
colpire comportamenti sbagliati ma chi veste la divisa. Ammanetti un
assassino? Se lui sente la pressione psicologica degli agenti può denunciare i
poliziotti. «Con questa legge dono possibili denunce strumentali – aveva
spiegato il capo della Polizia, Alessandro Pansa, durante
un’audizione in Parlamento – si rischia di demotivare gli agenti». «La nostra
convinzione è che l’idea di introdurre il reato di tortura nasca in ambienti
che vogliono accanirsi contro il nostro operato». Ambienti del Pd, visto che il
primo firmatario è il senatore Luigi Manconi.

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