COME IL GOVERNO VUOLE RIFORMARE LE FORZE DELL’ORDINE

Il dossier sull’accorpamento delle forze
dell’ordine gira fra i tavoli di Palazzo Chigi, Tesoro, Viminale e Difesa da
molti anni, ma saranno probabilmente la prossima Legge di Stabilità e
un ddl di riforma previsto per il 2015 a ridurre i corpi di polizia da 5 a 2,
con la Polizia che assorbirebbe Forestale e Penitenziaria e
i Carabinieri che ingloberebbero la Guardia di Finanza.

Bruxelles chiede all’Italia un provvedimento del
genere da tre anni e, secondo le stime del governo, il risparmio dovrebbe
essere di circa 600 miliardi sui 20 miliardi di euro di costo
dell’intera macchina amministrativa delle forze dell’ordine.
L’intervento più importante sarà l’istituzione di
una centrale operativa unica che dovrebbe coordinare gli interventi
che ora sono parcellizzati fra polizia, carabinieri, guardia di finanza,
forestale e vigili del fuoco, con addirittura 8-9 centrali operative nei grandi
centri urbani come Roma e Milano. L’accorpamento in una centrale unica
significherebbe meno sedi, quindi meno mense, meno auto di servizio, meno
manutenzione, in sintesi meno sprechi.

La riorganizzazione dei presidi di pubblica
sicurezza
è una necessità dettata dalla crisi: i centri di comando della
polizia di stato sono 1850, mentre quelli dei carabinieri sono 6140, mentre le
direzioni centrali della polizia sono raddoppiate da 10 a una ventina negli
ultimi due decenni.
L’ultima riforma delle forze di polizia risale al 1981 e
portò alla smilitarizzazione della Polizia di Stato. Ora Renzi
ridurrà i corpi da 5 a 2 amalgamando logistica, acquisti, manutenzione dei
mezzi e sedi periferiche.
La Guardia di Finanza, istituita nel 1881,
specializzata nelle indagini economiche, fiscali e valutarie, nella repressione
del contrabbando, nella tutela della spesa pubblica e nella lotta all’evasione
fiscale, conta 30mila effettivi che saranno assorbiti dai Carabinieri. La
Penitenziaria conta 38mila effettivi e la Forestale 7mila unità che verranno
integrati all’interno della Polizia di Stato. 
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