C’È IL GOVERNO DIETRO GLI ECCESSI DELLA POLIZIA?

“Bisogna capire se questo
eccesso di reazione delle forze dell’ordine sia dovuto all’inesperienza di chi
era in piazza o se dietro ci sia il governo. Se così è bene che il governo
cambi”.

Queste le parole del leader della Fiom, Maurizio Landini, dopo
gli scontri tra studenti e agenti e lanci di lacrimogeni a Torino durante il
corteo Fiom. Il bilancio è di 5 fermati e di un ferito. “Non si può
trasformare un democratico conflitto in una questione di ordine pubblico se non
c’è”, ha concluso Landini. Anche il segretario generale della Fiom
torinese, Federico Bellono, è intervenuto: “Abbiamo avuto una netta
percezione che ci sia stato un eccesso di reazione da parte delle forze
dell’ordine, in particolare quando sono stati lanciati lacrimogeni in direzione
del palco. Ho chiesto al questore un incontro, già oggi, per farglielo
presente”. “Il numero delle persone coinvolte nei disordini – ha
aggiunto Bellono – era irrisorio: 50 o 100 al massimo, di fronte a migliaia di
lavoratori. Siamo in una fase in cui ci saranno molte iniziative sindacali, è
necessario che si gestiscano nel modo migliore possibile”. Al corteo,
cui hanno preso parte con il segretario generale Maurizio Landini migliaia di
lavoratori, era partito dalla stazione di Porta Susa e per raggiungere piazza
Castello, dove nel pomeriggio inizia il vertice europeo sul lavoro. Al corteo
si è accodata la manifestazione di studenti e attivisti dei centri sociali,
circa 250 persone, che protestano contro il vertice europeo.

Landini ha aggiunto: “Qualcuno ha scelto di tentare di rovinare questa
giornata in modo sciocco. Non è permesso a nessuno e lo dico per rispetto delle
migliaia di lavoratori che sono in questa piazza”. “Ai livelli del
cavolo di questa natura non scenderemo mai – ha messo in chiaro – continueremo
a combattere in un’altra direzione”. Dal palco di piazza Castello, Landini
si è rivolto al premier Matteo Renzi. “Al presidente del Consiglio che ha
detto che il sindacato e la Fiom non rappresentano più nessuno, dalle piazze di
oggi diciamo venga qui oggi a contarci per vedere chi rappresenta gli interessi
dei lavoratori” ha scandito il leader della Fiom. “Renzi – ha detto –
può mettere tutti i voti di fiducia che vuole ma la maggioranza del Paese non
ce l’ha. La maggioranza del Paese è fatta da chi lavora, paga le tasse, è in
cassa integrazione, è precario e non vorrebbe esserlo, vorrebbe un lavoro ma
non lo trova”.

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