MOLESTIE SESSUALI IN CASERMA, ACCUSATI DUE SOTTUFFICIALI DEL COMSUBIN

(di Tiziano Ivani) – Le richieste sono state depositate nei giorni scorsi. Ora spetta al gip
del tribunale della Spezia decidere a riguardo. Il sostituto procuratore
Federica Mariucci vuole la sospensione dal servizio per i due
sottufficiali del Comsubin, alle Grazie, accusati di una lunga serie di molestie
a sfondo sessuale
 nei confronti di sette giovani donne.

Si tratta di
ragazze di un’età compresa tra i 22 e i 25 anni, facevano parte dello Sdi
(servizio difesa installazioni) in quota alla Brigata marina “San Marco”, che
si occupa in particolare della vigilanza del centro militare. Sono state
trasferite in altri uffici, non potevano più restare lì.
Il Secolo XIX, nelle settimane scorse, aveva annunciato di un’inchiesta
della magistratura in merito alla vicenda. E di un procedimento che va avanti,
parallelamente, presso la procura militare di Verona.Uno scandalo che
ha provocato non pochi grattacapi ai vertici della Marina. Era
partito tutto da un esposto anonimo, un documento però redatto in modo
minuzioso che ha permesso al magistrato di individuare in breve tempo tutte le
parti offese. Sono state proprio loro, una volta ascoltate dagli inquirenti, a
puntare il dito contro i due sottufficiali.
Due superiori, di 54 e 34 anni, che avrebbero fatto leva sulle proprie
qualifiche per molestarle. La permanenza all’interno della caserma delle Grazie
sarebbe diventata un incubo. Quando i carabinieri della Marina, guidati dal
comandante Luciano Passera, le hanno sentite, non hanno esitato a confermare
quanto asserito nell’esposto. Una denuncia che ha aperto anche un filone
relativo ad alcuni presunti reati ambientali. I sottufficiali indagati,
assistiti nel procedimento dagli avvocati Andrea Corradino, Silvia Rossi ed
Enzo Macera, avrebbero ordinato loro di pulire delle zone della caserma in cui
era presente dell’eternit.
Due le aree nel mirino degli inquirenti, Punta della Castagna e Santa
Maria, dove sono presenti delle lastre deteriorate. Nelle settimane scorse le
zone sono state sigillate, rese impenetrabili. Sul posto si erano recati gli
agenti della squadra di pg della polizia municipale, sono loro ad occuparsi
della parte ambientale dell’inchiesta, mentre per il resto procedono i
carabinieri della Marina. Sono state scattate foto, effettuati dei rilevamenti.
La Marina Militare comunque le aveva già rese off-limits. L’indagine, ora, si
trova ad uno snodo cruciale.

Il pm Mariucci ha chiesto al giudice delle indagini preliminari un
provvedimento per sospendere i due. Se la richiesta venisse accolta, i due
sottoufficiali dovranno sottoporsi anche a interrogatorio di garanzia. La
Marina ha ribadito più volte che di “collaborare attivamente”
 nelle
indagini, però ha deciso di lasciare alla discrezione del giudice la questione
riguardante un’eventuale sospensione del servizio. Gli episodi contestati ai
due sottufficiali sarebbe di lieve entità, ma sarebbero andati avanti a lungo,
fino a diventare insopportabili. Tentavano approcci di genere sessuale, ma non
erano corrisposti.
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