Casamonica, confiscate tre villette al clan. Andranno ai carabinieri

Nuovo colpo al clan Casamonica. Nella mattinata di oggi i carabinieri del Gruppo di Frascati sono intervenuti nel fortino di via Caldopiano 80, nella zona della borgata Centroni a due passi da Morena, per sgomberare un complesso residenziale di circa 3.000 metri quadrati, comprendente 2 villette unifamiliari e una villetta bifamiliare, riconducibile al clan.

Sul posto il personale dell'”agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” e dell’agenzia del Demanio che, una volta entrata in possesso dei beni immobili, li darà all’Arma.

Dopo le opportune riunioni presso la Prefettura di Roma coordinate da Matteo Piantedosi, per le operazioni di sgombero sono serviti circa 50 carabinieri e agenti della Polizia Locale di Roma Capitale che hanno anche attivato i servizi sociali per alcuni degli occupanti senza titolo. In due delle villette, di proprietà di Gelsomina Di Silvio, c’erano i figli. Altre, invece, venivano affittate ad altre persone.

La confisca delle villette dei Casamonica

L’operazione, stando a fonti di palazzo Valentini, ha lo scopo non solo di giungere allo sgombero degli immobili, ma anche di recuperare subito le villette destinandole ai carabinieri, garantendo fin da subito la custodia e la sicurezza del complesso. L’assegnazione all’Arma, come sottolineato dalla Prefettura, assume anche un alto valore simbolico poiché garantisce l’utilizzo dei beni per finalità istituzionali e trasforma così le villette sottratte alla criminalità, in un presidio di legalità.

“Questa operazione testimonia ancora una volta l’importanza della sinergia tra le Amministrazioni che è in grado di garantire la conservazione dei beni confiscati ed il loro immediato utilizzo, realizzando incisive azioni nelle periferie a tutela della legalità”, hanno commentato il Direttore dell’Agenzia Prefetto Bruno Corda ed il Prefetto di Roma Matteo Piantedosi.

Una iniziativa, che segue due importanti azioni sviluppate nei giorni scorsi negli allloggi Ater a Tor Bella Monaca e che si pone a pieno titolo nell’alveo delle intense attività di presidio del territorio e delle periferie, fortemente volute dal Prefetto fin dall’inizio del suo Il commento del neo sindaco di Roma

A commentare l’operazione, anche il neo sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “La liberazione degli immobili di via Caldopiano appartenenti alla famiglia Casamonica e la loro assegnazione ai Carabinieri sono due notizie importantissime per il VII Municipio e per tutta Roma. Ringrazio le forze dell’ordine e rivolgo un plauso per questo intervento che contribuisce a ripristinare la presenza dello Stato in un territorio infiltrato dalla criminalità e a riaffermare la legalità”.

“Bene lo sgombero delle villette dei clan mafiosi a Tor Bella Monaca, che si aggiungono agli appartamenti liberati ieri e agli allacci abusivi interrotti nello stesso quartiere grazie al lavoro di Ater e Regione Lazio. Un’altra vittoria della legalità a Roma, grazie alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine”, ha invece commentato il presidente della Regione Nicola Zingaretti.

Chi è Gelsomina Di Silvio

La figura di Gelsomina Di Silvio era emersa nell’operazione ‘Noi proteggiamo Roma’. La donna, detta Silvana da chi la conosce, che secondo gli inquirenti che avevano organizzato quel blitz nel giugno del 2020 ha “un ruolo talmente rilevante da essere paritetico a quello del marito”. Gelsomina Di Silvio, 66 anni moglie sposata con rito rom con Ferruccio Casamonica, capo del suo ceppo familiare, “è terribile, una delle più temute, isterica e imprevedibile. Mena come un maschio”: così veniva descritta nell’ordinanza.

Quello di Gelsomina Di Silvio è “un costante contributo all’operatività dell’associazione, curando insieme alla figlia i rapporti con il gruppo familiare riconducibile a Giuseppe Casamonica”, scrive il gip Mendola sulle carte di ‘Noi proteggiamo Roma’.

incarico.

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