CARABINIERI ACCUSATI DI STUPRO: IL GIP NON HA DUBBI, RAPPORTO SENZA CONSENSO

Sarebbe «estremamente verosimile l’ipotesi che i rapporti sessuali siano stati consumati contro la volontà o comunque senza il consapevole, valido e percepibile consenso delle due ragazze»: così ha scritto il giudice per le indagini preliminari Mario Profeta, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nell’ordinanza con cui ha comunque rigettato la misura cautelare dell’interdizione richiesta dalla Procura nei confronti dei due carabinieri di Firenze accusati di violenza sessuale nei confronti di due studentesse americane.

Il giudice ha fatto riferimento al tasso alcolemico «elevatissimo» riscontrato al primo controllo cui si sono sottoposte le ragazze la mattina dello scorso 7 settembre, circa 4 ore dopo i fatti, avvenuti (secondo la ricostruzione) tra le 3.14 e le 3.32 del mattino nell’ascensore e nel pianerottolo del palazzo del centro cittadino dove, su un’auto di pattuglia, vennero accompagnate le due ragazze incontrate alla discoteca Flo.

Il giudice, tuttavia, ha ritenuto (alla luce della sospensione dei due militari da parte dell’Arma) che non sussistessero esigenze di misura cautelare, tenuto conto anche che il «clamore internazionale della vicenda non rende plausibile l’ipotesi di un rientro in servizio dei due indagati», che sono l’appuntato scelto Marco Camuffo (44 anni) e il carabiniere scelto Pietro Costa (32).

Come detto, però, il giudice ha ritenuto comunque «gravissimi» gli indizi raccolti nei confronti dei due militari: «I due carabinieri – si legge nell’ordinanza – in contrasto con le regole note anche alla più inesperta recluta, hanno usato l’auto di servizio per accompagnare due civili. E dopo averle fatte entrare nel portone hanno avuto un approccio sessuale»; alla luce di tutto ciò, il giudice esclude l’ipotesi della «macchinazione» da parte delle studentesse.