Carabiniere rapinato e preso a sprangate. A processo anche la complice dei giostrai

Presero a sprangate un carabiniere nel corso di una rapina. A giudizio anche una viterbese che da principio fu indagata a piede libero e non sottoposta a giudizio immediato insieme ai presunti complici. Adesso deve rispondere di associazione per delinquere come gli esecutori materiali. Si tratta della vicenda che riguarda due cognati che finirono agli arresti domiciliari, rafforzati dal braccialetto elettronico, a luglio del 2020, per una rapina commessa a Oriolo Romano, presso l’abitazione di un carabiniere, il quale sorprendendoli in casa fu picchiato brutalmente dai due malviventi. L’imputata, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, entrò in scena la mattina del 9 gennaio 2020, quando presentò una denuncia fittizia per il furto dell’auto usata per mettere a segno il colpo, una Fiat 500 L bianca.

Carabiniere preso a sprangate durante una rapina, revoca dei domiciliari: sottoposti al solo obbligo di firma

A tale proposito però, stando alle ricostruzioni, sentendosi braccati dagli inquirenti dopo aver aggredito il carabiniere, i due giostrai avrebbero affidato alla viterbese l’incarico di presentare una denuncia per il furto della macchina, e le avrebbero promesso in cambio 4 mila euro e un Rolex d’oro. Ma la donna si tradì, riferendo ai militari che la vettura era stata rubata la sera precedente mentre era posteggiata a Roma, con la chiave ancora inserita e appesa nella toppa dello sportello, quando invece alla stessa ora il Gps dell’assicurazione segnalava la vettura a Oriolo Romano. Il giorno stesso della querela, nell’arco di poche ore, la macchina incriminata fu ritrovata nel parcheggio di un autolavaggio a Ladispoli.

I due originari di Cerveteri, entrambi già noti alle forze dell’ordine e indagati anche per altri furti tra la Tuscia e la Capitale, furono incastrati dalle tracce lasciate proprio dalla Fiat 500 L bianca e a seguito dei riscontri emersi dalle analisi eseguite su un cellulare in uso a uno dei due e ai controlli incrociati effettuati sui tabulati telefonici. Il procedimento che vede imputata la giovane viterbese potrebbe confluire in quello a carico dei due cognati in occasione della prossima udienza prevista per il primo giugno.

Commenti Facebook
error: Content is protected !!