CAPITANO DEI CARABINIERI NON CALUNNIÒ MILITARE. IL SUO COMPORTAMENTO CORRETTO

Riportiamo uno stralcio di una notizia pubblicata da Diego Neri per il Giornale di Vicenza, in cui si racconta la storia del Capitano dei Carabinieri Massimo Ferrari per quattro volte finito sul registro degli indagati, e per altrettante la procura (quella militare di Verona e quelle di Vicenza e del capoluogo scaligero) ha chiesto e ottenuto l’archiviazione.

Sì, perché il capitano dei carabinieri Massimo Ferrari aveva agito nel pieno rispetto delle legge, ed ora avrebbe di che lamentarsi, non fosse “uso obbedir tacendo” come vuole il motto dell’Arma, perché alcune di quelle denunce hanno avuto come seguito il suo trasferimento dalla compagnia di Schio, comandata per anni con notevoli risultati operativi, verso il comando Legione del Veneto a Padova.

L’ultima ordinanza del G.i.p. Franciosi, dei tribunale ordinario di Verona, risale alle scorse settimane. Il capitano Ferrari era accusato di calunnia per aver segnalato alla procura militare il comportamento di un carabiniere denunciato per “violata consegna pluriaggravata”. Il militare denunciò il capitano per calunnia, ma il gip nei giorni scorsi ha sottolineato che il capitano si era comportato con correttezza e scrupolo.

Archiviazione avvenuta anche in occasione di altre precedenti denunce, tra le quali quella di un brigadiere che lo aveva denunciato per ingiuria ed abuso di ufficio; anche in questo caso il capitano, secondo la magistratura, aveva agito correttamente con conseguente archiviazione della denuncia.

Insomma a distanza di anni ed in differenti episodi il comportamento dell’ufficiale è risultato sempre corretto, uscendo indenne non solo da 5 procedimenti penali ma anche da 4 procedimenti amministrativi scaturiti da alcune sanzioni disciplinari ritenute conseguentemente illegittime sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Per tali provvedimenti ritenuti “ingiusti” nel 2013 *5 deputati del Pd interrogarono l’allora ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, poiché «la vicenda ha avuto particolare eco all’interno dell’Arma dei carabinieri», chiedendo «quali immediate azioni intendeva intraprendere nei confronti dei superiori gerarchici del capitano e quali immediate iniziative per ricondurre l’esercizio della potestà sanzionatoria a canoni di legalità e ragionevolezza tali da impedire un uso per finalità diverse da quelle espressamente contemplate dalle norme dell’ordinamento militare». Sono cambiati nel frattempo 3 ministri della Difesa, ma ancora nessuna risposta.

* L’Interrogazione a risposta scritta 4-19000 è stata presentata da MAURIZIO TURCO martedì 11 dicembre 2012, seduta n.732