CARABINIERI RILASCIANO PASS TEMPORANEO, ENTRA IN CASERMA E PICCHIA SOLDATESSA

Lo scorso novembre è accaduto un episodio incredibile nella base militare di Ghedi (BS). Un ex aviere, infatti, dopo essere entrato all’interno della base, passando con una facilità estrema i controlli di sicurezza all’ingresso, continuava nella violenta lite con la sua ex compagna, una militare di 20 anni, dopo aver già precedentemente avuto lo stesso violento comportamento all’esterno della base, nell’appartamento nel quale convivevano insieme. La ragazza è stata soccorsa dai vicini.

L’on. Tatiana Basilio (M5S) ha presentato al Ministro della Difesa la seguente interrogazione parlamentare:

In data 10 novembre 2017 è apparso un articolo sull’organo di stampa «In Montichiari Week», con il titolo «Imbavagliata e picchiata, salvata dai vicini», nel quale articolo si apprende di una lite tra una militare di anni 20 costretta a subire più maltrattamenti e percosse dal compagno ex aviere, suo coetaneo di Taranto, tra le mura di via Cesare Abba nella città di Ghedi, tanto da trovare rifugio per una notte dai vicini di casa, i quali l’hanno ospitata e confortata, poiché la giovane era visibilmente provata;

la giovane militare che ha subito gravi percosse, con lesioni sulla testa, ha ritenuto più sicuro tornare a vivere nella stanza che le spetta di diritto nella caserma del 6 stormo sempre nella città di Ghedi, a causa delle percosse subite dal suo compagno; a quanto risulta dall’articolo di stampa, i carabinieri all’entrata della base militare di Ghedi avrebbero dato un pass temporaneo al compagno del militare in questione, cioè ad una persona che non aveva alcun diritto di accedere alla stessa, con la sola scusa di dover ritirare del materiale rimasto in base quando lavorava nella stessa;

 

una volta entrato nella base di Ghedi, incontrava la ragazza, con la quale iniziava una nuova discussione; nel codice dell’ordinamento militare non sono normate le visite e l’ingresso in una base militare da parte di esterni civili, la norma regola l’accesso solo per quanto concerne le cariche istituzionali, tra cui parlamentari della Repubblica italiana (articolo 301 e seguenti del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e articolo 412 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 90);

nel codice dell’ordinamento militare non è prevista alcuna regolamentazione in materia di stupri, mobbing, stalking e di tutti i reati violenti nei confronti delle donne; la normativa sembra diretta solo a disciplinare la presenza degli uomini nei siti militari; nemmeno l’ingresso delle donne nelle Forze armate ha fatto modificare l’ordinamento militare, lasciando la regolamentazione dei reati sopra descritti nella previsione del codice penale –: se i fatti riportati dagli organi di stampa corrispondano al vero;

se il Ministro interrogato intenda promuovere, per quanto di competenza, un accertamento sui fatti e, ove risultino confermati, intraprendere iniziative nei confronti dei carabinieri presenti all’entrata della base di Ghedi; come sia possibile che un civile, senza alcun apparente titolo, possa entrare con tanta facilità in una base militare che stocca anche ordigni nucleari USA, ovvero le ammodernate bombe B-61 12; quali iniziative abbia intrapreso il comandante della base del 6 stormo per non permettere più che simili episodi si ripetano; se il Ministro interrogato ritenga opportuno assumere le opportune iniziative per rivedere il codice dell’ordinamento militare prevedendo un’apposita disciplina relativamente ai casi di violenza di genere.

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