Botte e testate all’allieva pilota in Accademia (video). Trenta:”Gravissimo, chi ha sbagliato deve pagare!”

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha chiesto immediatamente chiarimenti allo Stato Maggiore dell’Aeronautica sulla vicenda dell’allieva pilota che ha denunciato pesanti atti di nonnismo. Lo si apprende da fonti della Difesa. «È un fatto gravissimo, che sto seguendo con attenzione. C’è una indagine in corso e chi deve pagare, pagherà», ha detto la ministra al suo staff.

La 20enne veneziana Giulia Schiff ha presentato denuncia, allegando video e fotografie, su un episodio di nonnismo di cui è stata vittima lo scorso anno alla scuola di volo di Latina. Prima di essere gettata in una fontana, è stata sbattuta come un ariete contro l’ala di un aereo.

«Come vuole la tradizione», ha detto un ufficiale al padre di Giulia, pilota civile, che, dopo aver visto i filmati, aveva chiesto una spiegazione del comportamento dei commilitoni della figlia. Al ritorno all’Accademia di Pozzuoli, dove era entrata come quarta su quasi 2 mila iscritti per i dieci posti da allievi ufficiali di complemento dell’Aeronautica per ottenere il brevetto di pilota militare, riceve una serie di punizioni e rimproveri, turni di consegna finché viene espulsa per «insufficiente attitudine militare». Ora la Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulla vicenda.

La risposta della forza armata è arrivata in giornata: le accuse sono state rigettate in toto al mittente. Lo stato maggiore dell’Aeronautica sottolinea in una nota che «tutela il proprio personale e non ammette comportamenti in qualunque modo correlabili al fenomeno del nonnismo, che – al contrario – condanna e persegue con fermezza».

Quanto alla vicenda dell’ex allieva ufficiale pilota di complemento «che ha lamentato tale deprecabile fenomeno e sostiene di essere stata espulsa dalla Forza Armata a seguito di comportamenti e provvedimenti disciplinari vessatori nei suoi confronti», si precisa che «la vicenda era già nota, tanto che la Forza Armata, in data 5 ottobre 2018, ha denunciato il fatto all’Autorità Giudiziaria competente, disponendo contestualmente l’esecuzione di un’inchiesta sommaria, come previsto dalla vigente normativa di settore».