Carabiniere travolto da treno inseguendo un ladro, sgominata la banda. “Mio marito è un ladro bravissimo, in tre mesi ha guadagnato 280mila euro”

I carabinieri di Caserta hanno eseguito dodici misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di una banda  dedita ai furti in abitazione.
L’operazione è scattata, tra l’altro, anche dall’arresto in flagranza avvenuto il 6 novembre scorso di 3 degli indagati arrestati oggi. Nel corso di quella operazione perse la vita il vice brigadiere Emanuele Reali inseguendo un sospettato.

“Mio marito è un ladro bravissimo, in soli tre mesi e riuscito a guadagnare 280mila euro”. Così si vantava al telefono con amici la moglie di uno dei componenti di una banda specializzata in furti in abitazione nel Casertano e provenienti dal Rione Traiano e dal quartiere Pianura a Napoli.

E’ quanto emerge dall’ordinanza a firma del gip di Santa Maria Capua Vetere, Ivana Salvatore, che ha emesso 12 misure di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 6 ai domiciliari. A 8 indagati è stato contestato anche il reato associativo.

Indagato a piede libero, invece, il ricettatore, l’uomo al quale si rivolgevano i componenti della banda per smerciare la refurtiva. Per lui sarà il gip di Napoli a decidere se emettere una misura restrittiva.  Tra gli arrestati anche due donne, mogli di due componenti della banda. Tra i destinatari della misura anche i tre ladri arrestati lo scorso 6 novembre, quando nel corso del l’inseguimento perse la vita il vice brigadiere Emanuele Reali, 34 anni, travolto da un treno a Caserta.

Dalle indagini è emerso che gli indagati erano dei veri e propri specializzati in furti in abitazione, riuscendo perfino ad aprire le porte con cilindro europeo. Il modus operandi era sempre lo stesso: prendevano di mira abitazioni e agivano in orari diurni, si muovevano sempre in 4 o 5 e con tre macchine.

Se intercettati dalle forze dell’ordine, abbandonavano una delle auto e scappavano a piedi nascondendosi nelle campagne per poi farsi venire a recuperare dalle mogli o dai ‘pali’. Dalle abitazioni oltre a oggetti di valore e soldi prendevano tutto ciò che potevano portare via, perfino elettrodomestici.

L’indagine è partita lo scorso 13 luglio, quando la banda tentò di commettere un furto in un’abitazione a Caserta. Intercettati, i ladri abbandonarono una delle auto usate. Ed è grazie a una di queste vetture che i carabinieri sono riusciti a intercettare l’intera banda. Di una delle auto abbandonate, infatti, venne denunciato il furto dopo mezz’ora a Napoli. Dalle verifiche, risultò che era intestata a una donna, parente di uno degli indagati già conosciuto alle forze dell’ordine. Le fu riconsegnata l’auto, ma da quel momento fu monitorata fino ad arrivare all’identificazione di tutti i componenti. (Repubblica.it