Cocer audito in Commissione Difesa: “si rischia di privare l’Esercito del principale sistema d’arma: IL SOLDATO”

Oggi pomeriggio si è svolta l’audizione, presso la Commissione Difesa della Camera, dei rappresentanti dei COCER-Interforze, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato del reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze armate 

Graduati e Volontari in ferma

 

I problemi di questo ruolo sono essenzialmente due:

a) La scarsa attrattività tra i giovani della formula di arruolamento dei “volontari in ferma” che di fatto svilisce ogni ambizione di carriera che è dovuta al mancato sbocco occupazionale a fine ferma, basti pensare che fino al 2017 erano previsti posti esclusivi e riservati nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza;


b) Questo comporta pesanti ricadute del carico di lavoro sulla categoria dei Graduati con impossibilità di un corretto ed adeguato turn-over.

Per le suddette problematiche il Co.Ce.R. Esercito ritiene per l’incentivazione agli arruolamenti:
indispensabile modificare l’attuale status del vfp1/vfp4 con l’introduzione di un volontario a ferma pluriennale con l’indubbio vantaggio di garantire una maggiore opportunità di stabilizzazione/reinserimento nel mondo del lavoro e di assicurare una elevazione professionale della categoria:

  • Per favorire tale condizione si ritiene indispensabile il ripristino della riserva assoluta dei posti nei concorsi per le carriere iniziali delle forze di polizia (c.d. patentino) ai sensi degli artt. 703 e 2199 del Codice dell’Ordinamento Militare, nella fase finale della ferma;
  • Aumento delle riserve dei posti per i concorsi nel pubblico impiego (art. 1014 del Codice Ordinamento Militare) e previsione di strumenti e sanzioni per le amministrazioni pubbliche che non ottemperano alla norma di legge;
  • Prevedere corsi di avviamento professionali e relativo premio di congedamento per il personale che comunque non ha trovato possibilità di sbocchi occupazionali con le modalità sopraelencate e l’ accesso alle prestazioni creditizie e sociali dell’Ente di previdenza;
  • Disporre che le spese relative agli accertamenti medici richiesti dai bandi di concorso siano a carico dell’ amministrazione;
  • Per il personale che non trova sbocchi occupazionali nella pubblica amministrazione, si potrà prevedere una formula di assunzione agevolata che consenta al datore di lavoro privato di poter fruire di sgravi fiscali e previdenziali a carico dello Stato per i primi 5 anni.

Sergenti

Per quanto riguarda questo ruolo, alimentato dal 1998, esclusivamente da Graduati, sarà sempre più necessario prevedere una armonica alimentazione attraverso l’ accesso tramite concorso allo scopo di garantire una aliquota “giovane” di personale nella prima fase della carriera. Per i Graduati più anziani invece, sarebbe opportuno prevedere un accesso al ruolo Sergenti per anzianità e contestualmente prevedere per il personale del ruolo Sergenti un paritetico accesso nel ruolo Marescialli.

Marescialli


Non si ravvisano problemi di arruolamenti dai civili né provenienti dalle categorie inferiori, tuttavia è auspicabile che il personale più anziano del ruolo sergenti (sergente maggiore capo a qualifica speciale) possa transitare nel ruolo marescialli ad anzianità purché in possesso del titolo di studio non inferiore al diploma quinquennale. Inoltre la possibilità di avanzamento al ruolo superiore come precedentemente elencato per i ruoli inferiori.

Ufficiali

Non si ravvisano problemi di arruolamenti per l’Accademia Militare.
Si ritiene indispensabile, alla luce delle recenti normative, che per poter transitare dai ruoli inferiori, nel Ruolo Speciale, si debba prioritariamente provenire dal ruolo marescialli dei corsi ordinari, ovvero, per gli altri ruoli, essere in possesso del titolo di studio di laurea magistrale, secondo le indicazioni di Forza Armata.
Per la categoria degli ufficiali a nomina diretta, si ritiene in ogni caso doveroso dare priorità dei ruoli marescialli, sergenti e graduati purché in possesso del titolo di studio indicato dalla Forza Armata.

Criticità

Allo stato attuale, stante le previsioni normative, si evidenzia come i concorsi in essere, per la progressione di carriera, debbano essere resi maggiormente fruibili dal personale dei vari ruoli.
Ricordiamo che gli esuberi in tutte le categorie sono dovuti esclusivamente ai continui tagli agli organici che hanno colpito l ‘Esercito negli ultimi anni, portando il numero degli effettivi da 190 mila degli anni novanta, agli 89.400 militari al 31.12.2024, decretati della legge 244/2012. Nonostante i continui tagli, l ‘Esercito è sempre più impegnato nella funzione “dual use ” in missioni in ambito nazionale ed internazionale.

Conclusioni

Da quanto sopracitato appare evidente che la Forza Armata non ha alcun problema di reclutamento per i ruoli che danno stabilità e certezza di sviluppo di carriera, mentre, per il ruolo dei Graduati e dei Volontari in ferma è evidente che sussistono delle vulnerabilità che rischiano di privare l ‘Esercito Italiano del suo principale sistema d’ arma: IL SOLDATO.
Non si può sottacere, infine, in un sistema professionale con accentuata alimentazione interna dei ruoli è necessario supportare i trasferimenti del personale con adeguate misure di sostegno quali:
alloggi di servizio, corsie preferenziali per l’ accesso ai servizi pubblici essenziali (asili nido, mense, ecc), potenziamenti degli strumenti di supporto economico per il personale in trasferimento.