AUGURI AL GENERALE GALLITELLI PER UNA SERENA PENSIONE NECESSARIA UNIFICAZIONE PER EVITARE GUERRA FRA BANDE

 “Faccio i migliori auguri al generale Leonardo
Gallitelli per il suo ormai prossimo e inevitabile pensionamento.” Lo dichiara
Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di miliari
e forze di polizia (Pdm) commentando la pubblicazione sulla G.U. della legge 11
agosto 2014, n. 114, di conversione in legge del decreto legge n. 90 dello
scorso misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e
per l’efficienza degli uffici giudiziari, che rende efficaci le modifiche
apportate dal Parlamento tra le quali il divieto assoluto di richiamare in
servizio i dipendenti pubblici, e tra questi anche i militari.

“Tra le
modifiche apportate in sede di conversione è passata quasi inosservata la
soppressione del comma 4 dell’articolo 1, che prevedeva un periodo transitorio
fino al 31 dicembre 2015 per consentire i trattenimenti in servizio operati dal
Ministero della difesa. Questa modifica oltre a rendere ormai inutile
l’istituto dell’ausiliaria che costa al contribuente 430 milioni di euro
all’anno, ha l’effetto quello di estendere anche ai militari il divieto di
essere richiamati, di rimanervi oltre il 31 ottobre prossimo.
Gli effetti della
disposizione non sono di poco conto se si pensa che uno di quelli colpiti è
proprio il Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, generale Leonardo
Gallitelli, il cui incarico era stato prorogato fino al 31 dicembre 2014 da
Monti un mese prima di lasciare Palazzo Chigi e che invece, adesso, sarà
costretto ad andarsene in pensione con due mesi d’anticipo.
Il pensionamento
forzato e anticipato del generale Gallitelli è un avvenimento positivo per l’Arma
e per il Paese in quanto non solo è la dimostrazione concreta che non esistono
zone franche per le riforme, ma anche perché offre al Premier Matteo Renzi una
occasione imperdibile per avviare immediatamente quell’unificazione delle Forze
di polizia tanto attesa sia in Italia che in Europa che sarebbe utile non solo
per i circa 4 miliardi di euro all’anno che si renderebbero immediatamente disponibili
per le altre urgenti esigenze ma anche, e non di minore importanza, per la
stabilità delle istituzioni che non verrebbero più coinvolte in quella consueta
e squallida guerra fra bande che si scatena ogni volta che si libera un a
poltrona importante come lo è quella del posto di comando dell’Arma.
Per unificare le forze
di polizia serve solo un po’ di buona volontà e i due mesi di tempo che restano
fino al 31 ottobre sono più che sufficienti per attuarla: Renzi ora può
dimostrare di saper fare i fatti e non solo i crono-programmi.”
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