RIMPATRIATI PER ERRORE LA POLIZIA LI FA TORNARE CON UNA COLLETTA TRA GLI AGENTI

BOLOGNA – Poteva
essere una brutta storia di diritti violati, di eccesso di zelo che rasenta
l’ottusità. Due anziani marocchini respinti alla frontiera sotto gli occhi del
figlio impotente, cittadino italiano, costretti a trascorrere la notte nella
sala dei fermati dell’aeroporto Marconi e imbarcati il giorno dopo per
Casablanca.

E invece è diventata una bella storia di solidarietà, con
l’intervento di un sindacato come la Cisl e l’impegno del consolato marocchino
a Bologna, la polizia che riconosce l’errore e i poliziotti che l’hanno
commesso, in buona fede, pronti ad autotassarsi per contribuire alle spese di
viaggio dei due malcapitati, consentendo loro di rientrare nel nostro Paese.
Dall’8 agosto sono
a casa del figlio, Mustapha Guidouh, 44 anni, che ha il passaporto italiano
perché vive da tempo a Reggio Emilia, 
dove fa
l’autista e ha messo su famiglia. L’ultimo figlio è nato proprio nei giorni in
cui i suoi genitori sono stati respinti all’aeroporto di Bologna. Ali Guidouh e
Jouba Razany, 72 anni lui e 75 lei, con gli acciacchi dell’età e serie
difficoltà alla vista per la signora, erano arrivati il 31 gennaio. L’ennesimo
ritorno in Italia, senza visto perché avevano il permesso di soggiorno. Gli agenti
della Polaria non li hanno fatti entrare perché il permesso era stato revocato
nel 2012 in base a una segnalazione dello stesso ufficio di polizia del
Marconi, secondo la quale i due si erano allontanati per oltre un anno dal
territorio italiano. Problemi di famiglia, problemi di salute. Di qui il
respingimento, l’umiliazione della notte da fermati e l’imbarco forzato sul
primo volo per il Marocco. «A Casablanca siamo stati interrogati per ore,
volevano sapere perché l’Italia ci aveva espulso, chi frequentavamo», hanno
raccontato. «Qualcuno, tra i vicini, ci ha trattati come delinquenti».
Mustapha non è
rimasto con le mani in mano, la storia è arrivata alla Cisl e all’Anolf,
 l’associazione cislina che assiste gli stranieri. Si è mosso
Alessandro Alberani, segretario bolognese del sindacato, e le autorità
marocchine hanno fatto la loro parte. «Si dice a volte che la polizia quando
sbaglia non ammette l’errore, ma non è così — spiega Alberani —. Noi abbiamo
cercato una mediazione per farli rientrare senza caricarli di altri costi e
abbiamo trovato grande disponibilità nel dottor Alessio Cesareo, il direttore
della polizia degli aeroporti ».
Cesareo non
vorrebbe neanche parlarne: «Sono cose che succedono più spesso di quanto si
pensi — avverte il direttore dell’ottava zona della polizia di frontiera che
comprende l’Emilia-Romagna, le Marche e la Toscana —. Abbiamo ricevuto una
segnalazione, abbiamo fatto le doverose verifiche e abbiamo convenuto che c’era
stato un errore. Quando si sbaglia si sbaglia, è inutile insistere».
Le leggi da
applicare non sono semplici e la polizia si trova sempre in prima linea, tra la
pressione migratoria e quella delle norme anti immigrazione.
 In pochi minuti o poche ore si deve decidere. «E lo facciamo
sempre umanità, nelle situazioni più difficili, a volte a malincuore»,
sottolinea Cesareo. Stavolta, a quanto pare, l’errore consisteva nel non aver
consentito ai due coniugi di entrare in Italia per fare ricorso contro il
respingimento. Invece nessun giudice si è pronunciato sulla legittimità del
provvedimento però i suoi effetti sono stati rimossi, con un nuovo visto
concesso ai due coniugi. Il secondo viaggio, 400 euro, per ora sembra sia stato
pagato da un operatore commerciale marocchino, che a giorni riavrà i suoi soldi
dalla colletta che stanno organizzando funzionari e agenti della Polaria del
Marconi. «Pensavo l’avessero già fatta », dice Alberani. Cesareo non ne sa
nulla. Lo Stato sbaglia e chiede scusa. I poliziotti si spogliano per un
momento della divisa e si fanno carico, per quanto possibile, del danno.

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