Arrestato colonnello della Guardia di Finanza. “Inquinava le prove con il cellulare della badante della suocera”

Pensava di essere al sicuro utilizzando il telefonino della badante di sua suocera. Il colonnello della Guardia di finanza Ettore Orfanello, accusato di aver fatto parte del “cerchio magico” del leader di Confindustria Antonello Montante, era ai domiciliari dal maggio scorso, con l’obbligo di non comunicare con nessuno.

Invece, parlava con un suo ex collaboratore, un sottufficiale delle Fiamme Gialle, e con altri due amici. Non è sfuggito alla procura e alla squadra mobile di Caltanissetta: il pubblico ministero Maurizio Bonaccorso ha così chiesto un aggravamento della misura al tribunale che sta giudicando l’ufficiale, ex comandante del nucleo di polizia tributaria di Caltanissetta.

Questa mattina, gli investigatori della Mobile, guidati dal vice questore Marzia Giustolisi, hanno bussato alla porta di casa di Orfanello per notificargli il provvedimento che prevede il carcere. E’ scattata anche una perquisizione dell’abitazione.

L’ufficiale è attualmente imputato per associazione a delinquere e corruzione nell’ambito del rito ordinario del caso Montante, il principale protagonista – l’ex presidente di Sicindustria – è stato invece già condannato a 14 anni col rito abbreviato. “Le condotte di Orfanello – scrive il collegio presieduto da Francesco D’Arrigo (a latere Santi Bologna e Giiulia Calafiore) – devono essere ritenute indicative di disinvolta spregiudicatezza, di pericolosità e inaffidabilità”. Al telefono il colonnello provava a interferire sulle sorti di un altro procedimento che lo riguarda. In quell’ambito, erano state avviate le intercettazioni. Orfanello suggeriva ai suoi interlocutori di scaricare “Signal”, un sistema di messaggistica simile a Whats App: “Non si può intercettare”. Diceva: “Io ho bisogno di un punto di appoggio fuori”. E, intanto, ogni sua parola veniva registrata.

Altre intercettazioni, quelle dell’inchiesta principale, hanno raccontato che dopo le prime vicissitudini giudiziarie Orfanello aveva iniziato a lavorare per una ditta che si occupa di security. Aveva un cliente in particolare, l’imprenditore Massimo Romano, grande amico di Montante, è uno dei signori della grande distribuzione in Sicilia, pure lui imputato nel processo. Orfanello avrebbe fatto delle verifiche fiscali parecchio favorevoli nelle società di Montante e Romano, in cambio ricevette l’assunzione della compagna.

(Palermo Repubblica)