AMMIRAGLIO DE GIORGI: SE NON CI FOSSIMO NOI E GLI UOMINI DELLA CAPITANERIA AVREMMO MIGLIAIA DI MORTI

Abbiamo fatto arrestare più di 400 scafisti. Se non ci fossero le nostre navi non arresteremmo queste persone, se non ci fossimo noi e gli uomini della Capitaneria avremmo migliaia e migliaia di morti, non credo che sia un’opzione”. Il Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, risponde così alle polemiche politiche di chi indica nella continua attività di soccorso della Marina al largo delle coste libiche un fattore che in qualche modo favorirebbe il flusso di migranti irregolari.

Il problema -osserva al termine della celebrazione della Giornata della Marina militare- deve essere affrontato nei Paesi di origine ma una volta che i naufraghi sono in mare, in difficoltà, non è proprio pensabile di lasciarli in mare”.

“Oggi -ha sottolineato De Giorgi nel suo intervento nel corso della cerimonia- la forza aerea, le navi, i sommergibili, i reparti della brigata san marco della squadra navale gli uomini di Comsubin e i mezzi aeronavali delle nostre capitanerie, sono impegnati in mare senza tregua” in una “guerra contro la morte e i mercanti di esseri umani, salvando migliaia di diseredati, in fuga da persecuzioni, guerre, fame, disperazione. insieme hanno messo in salvo 360.000 migranti distruggendo piu’ di 300 barconi e facendo arrestare quasi 400 scafisti”.

“E’ stata ed è un’attività certo gratificante, purtroppo troppo spesso dolorosa e molto usurante per i mezzi e il personale, resa sempre più complessa dall’esigenza di coniugare il dovere del soccorso della vita in mare con la necessità di assicurare contemporaneamente la protezione dei soccorritori e la difesa della sicurezza nazionale”.

A giudizio di De Giorgi “e’ stato ed e’ tuttora fondamentale sostenere la missione europea Sofia, assicurando la partecipazione della nostra Marina con forze navali in grado di mantenerne, per qualità e capacità, la piena credibilità a livello internazionale, a sostegno, aspetto non secondario, del ruolo italiano in Mediterraneo”.

“Nessun “Sistema Difesa” può risultare efficace se le sue risorse tecnologiche finiscono per essere usurate da decenni di impiego, e superate da altri innovativi progetti. La tecnologia ha un costo, l’innovazione ha un costo, la modernità dei sistemi di difesa ha un costo, lo sappiamo tutti… ma dobbiamo anche essere consapevoli dei ben altri costi che il nostro Paese potrebbe essere chiamato a pagare… se si ritrovasse con un “Sistema Difesa” inefficace e inefficiente… soprattutto in un mondo come quello attuale, e quello che sembra profilarsi in futuro”. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che oggi ha preso parte alla celebrazione della Giornata della Marina militare.

“Ecco perché non possiamo smettere di investire nelle nostre Forze Armate: ecco perché non possiamo permetterci che i nostri sistemi di difesa “invecchino”, di generazione in generazione, oltre un certo limite: dalle navi agli aerei, dai computer ai radar, dai mezzi blindati alle reti comunicazione”, ha aggiunto.

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