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Alloggi delle Forze armate. Battaglia tra gli ufficiali per cacciare i colleghi abusivi

Aspra battaglia generazionale nelle forze armate intorno agli «alloggi». Giovani ufficiali, soggetti anche a tre trasferimenti in sei anni, premono perché siano recuperati i 5.384 alloggi oggi illegalmente occupati da altrettanti colleghi più anziani. Essi sottoscrissero un impegno a restituirli.
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato…» giurò l’ammiraglio XXX e se ne dimenticò, agguantando duecento metri quadri a piazza di Spagna. Dignità? Leggi? Andato in pensione, l’ammiraglio si tenne la casetta da un milione di euro e tenterà d’acquistarla a costi stracciati. È andata bene ad altri, a Roma come altrove. La Corte dei conti ammonì la Difesa incline «a premiare con un riconoscimento di legalità un comportamento abusivo, protratto a detrimento innanzitutto dello Stato e poi di altri potenziali beneficiari».

Vero. Oggi tuttavia i giovani colonnelli a via XX Settembre non sono malleabili (o corruttibili) come i generali che fino a una decina d’anni fa dispersero gli immobili della Difesa a vantaggio proprio e dei propri amici. D’altro canto, anche taluni parlamentari sono schierati con quanti, dopo aver goduto illegittimamente per decenni di case a costi irrisori, oggi rifiutano sia gli adeguamenti del canone sia l’acquisto a costi di mercato. Rosa Villecco Calipari del Pd e Aldo Di Biagio di Scelta Civica sono gli onorevoli più gettonati dai militari occupatori abusivi. I due parlamentari infatti sono autori di due disegni di legge (A.C. 161 e A.S. 231) coi quali tenteranno di vanificare le sentenze del Consiglio di Stato che ha rigettato una quantità di ricorsi contro il decreto ministeriale del 16 marzo 2011, col quale si stabilirono due principi che dovrebbero essere lapalissiani in uno stato di diritto: chi non ha più diritto, a norma di legge, a occupare un immobile dello Stato, deve lasciarlo; mentre lo occupa abusivamente deve pagare una pigione a costi di mercato.
Marescialli e dei funzionari di basso livello piangono miseria, senza chiedersi come hanno fatto i loro 100mila dignitosi colleghi. Dietro questi si nascondono generali e ammiragli (come quello di piazza di Spagna) pronti al colpaccio della loro vita: non pagare gli arretrati delle pigioni ricalcolate a costi di mercato e acquistare a costi stracciati le residenze occupate anche da venti, trenta e più anni. Sono appoggiati dagli onorevoli Rosa Villeco Calipari e Aldo Di Biagio, che premono perché la Difesa metta sul mercato a prezzi stracciati anche gli alloggi indispensabili per i fini istituzionali. I disegni di legge mettono sullo stesso piano gli abusivi (i c.d. sine titulo) e quelli che invece hanno pieno diritto all’alloggio. I militari più giovani sono assolutamente contrari. «Se davvero è solo per fare cassa» osserva un giovane capitano «allora diano la precedenza a coloro che non hanno una casa, non a quelli che l’hanno occupata illegalmente da decenni». Come dargli torto? Eppure il legislatore vorrebbe favorire 5mila abusivi a danno di 150mila persone che hanno osservato la legge. Migliaia di abusivi che non hanno mai pagato l’Ici e neppure le prime rate dell’Imu. Un’intollerabile privilegio che offende decine e decine di migliaia di pendolari in divisa, che non hanno alloggio nelle città più colpite da questa particolare forma di occupazione abusiva, particolare e tutelata, come s’è visto, da illustri parlamentari.
Situazione economica e volume della dissipazione rendono insostenibile ogni ulteriore difesa dell’abuso. Sono necessari 70mila alloggi per soddisfare le esigenze di mobilità delle forze armate. Sono disponibili solo 18.447 case, delle quali 5.384 (il 30%) in mano di abusivi, duemila dei quali protetti e non sfrattabili secondo la legge. Anche su questo vi sono forti contestazioni. Deceduto un colonnello, abusivo per 35 anni in un appartamento nel centro storico romano, pagando cifre irrisorie, la vedova è ora sotto la protezione della legge. Il giovane ufficiale è categorico: «Questa vedova ci sottrasse illegalmente una casa insieme al marito, il quale, morendo, l’ha resa non sfrattabile. Inaccettabile». Affiorano frattanto vaste zone di illegalità, con documenti falsi e redditi non dichiarati, che avrebbero dovuto attirare l’attenzione dei comandi militari di Roma e Napoli. Indagini sono in corso.
 
(Ha collaborato Giuseppe Grifeo)               
Piero Laporta per il Tempo

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