AGENTE INFEDELE E SOCCORSI PILOTATI: POLIZIOTTO RISCHIA 15 ANNI DI CARCERE

«Ci troviamo di fronte a una violazione di doveri a cascata, per 100, 200 euro alla volta. Ma non è tanto il vantaggio economico la cosa più grave in questa vicenda: sono piuttosto i continui abusi commessi dal pubblico ufficiale, tra cui anche un arresto che non doveva essere fatto». Con queste parole ieri mattina il pm Silvia Baglivo ha concluso la sua requisitoria al processo per il «caso Polstrada», inchiesta sui soccorsi e gli interventi sull’autostrada A4.  E’ quanto scrive Marco Benvenuti per la Stampa.it.

Fatti di complicità e favori molto gravi, secondo l’accusa, che meritano pene pesanti: sono stati infatti chiesti 15 anni e mezzo di carcere e 7.500 euro di multa per il capopattuglia Angelo Deleonibus, 33 anni compiuti qualche giorno fa, poliziotto già in servizio alla caserma di Novara Est; 10 anni e 11 mesi di reclusione per il coimputato Massimiliano Grossi, 46 anni, titolare della Gd Service di Cameri, ditta incaricata dei recuperi dei mezzi incidentati o con problemi.

Secondo la Procura, Deleonibus è protagonista di vari scambi di favori con Grossi: avrebbe ostacolato l’attività dei concorrenti dell’imprenditore amico, fermati, multati, e invitati a pagare le sanzioni con verbali in cui veniva poi annotata una cifra differente, in difetto. Ancora il pm: «Non si tratta di discutere degli importi non dovuti per alcuni tipi di intervento, come ha provato a fare la difesa. Qui siamo in presenza di interventi che non dovevano essere fatti».

Sul poliziotto sospeso gravano accuse pesanti: concussione, peculato, falso, calunnia, e addirittura rapina e arresto illegale. È quello del 4 maggio 2014 a carico di due autisti romeni che, secondo quanto da loro denunciato, sono stati fermati, picchiati e derubati: «Fin dalla lettura del verbale d’arresto di capiva che c’era qualcosa di anomalo – secondo il pm Baglivo -. Non si riusciva davvero a capire cosa fosse successo veramente. Peccato che due persone sono state malmenate e minacciate da un agente e che sono state private ingiustamente della libertà personale». I due autotrasportatori si sono costituiti parte civile: ieri i loro avvocati, Giovanni Nigra e Stefano Caniglia di Torino, hanno chiesto il risarcimento dei danni subiti.

La difesa: complotto

I legali degli imputati, gli avvocati Donato Antonio Muschio Schiavone per Deleonibus e l’avvocato Vincenzo Alessio per Grossi, hanno chiesto l’assoluzione. Hanno evidenziato che non c’era alcun accordo illecito tra poliziotti e imprenditore. Secondo l’impostazione difensiva, il capopattuglia sarebbe stato «punito» perché voleva indagare su presunte irregolarità nei cantieri sui lavori della tratta. Dunque una sorta di complotto nei suoi confronti, essendo un personaggio che dava fastidio e che spesso veniva rimproverato dal suo ex comandante per l’eccesso di zelo.