ADDIO A POLIZIA PENITENZIARIA E CORPO FORESTALE DELLO STATO. ASSORBITI DALLE ALTRE FORZE DI POLIZIA

Basta con la Polizia
penitenziaria e con il Corpo forestale dello Stato: gli agenti dei due corpi (8.500
nel primo caso, 38mila nel secondo) verrebbero riassorbiti dalle altre forze di
polizia che cosi’ passerebbero dagli attuali cinque a tre (Polizia di Stato,
Carabinieri e Guardia di finanza).
La misura e’
contenuta nella bozza della riforma della Pubblica amministrazione che ieri è stata esaminata dal Consiglio dei ministri.
Non e’ la prima volta
– e prevedibilmente non sarà l’ultima – che si parla della necessità di
sfoltire i corpi di polizia per ottenere una razionalizzazione delle risorse ed
evitare duplicazioni e sprechi. Il commissario alla spending review Carlo
Cottarelli nel suo piano aveva auspicato “sinergie” tra i corpi.
Nella bozza di
riforma del ministro Marianna Madia c’e’ ora il taglio di Forestale,
attualmente alle dipendenze del ministro delle Politiche agricole e
Penitenziaria, incardinato sotto il ministero della Giustizia.
Una misura drastica
destinata ad incontrare una forte opposizione, come ogni volta che si pensa di
toccare l’organizzazione del personale impiegato nella sicurezza pubblica.
Tanto piu’ se si parla di cancellare corpi con una lunga storia (il Cfs e’
stato fondato nel 1872, la penitenziaria ha le sue origini nel 1817).
I futuri
‘assorbiti’ sono subito insorti. Il segretario nazionale dell’Ugl Corpo
Forestale dello Stato, Danilo Scipio e il segretario nazionale dell’Ugl Polizia
Penitenziaria, Giuseppe Moretti, spiegano che se il progetto si concretizzasse,
ci sarebbero “serie conseguenze non solo per la gestione delle emergenze
ambientali e della custodia detentiva, ma anche per il sistema sicurezza nel
suo complesso”. Piu’ cauto Leo Beneduci, segretario del sindacato di
agenti penitenziari Osapp: “Una riforma di questo tipo – osserva – e’
positiva se risolve i problemi di organico, negativa se comporta un
dequalificazione del corpo. Ricordiamo che gli organici sono sotto di 8.000 unita’,
e sono stati fissati nel 1992, quando in Italia c’erano 35mila detenuti: ora
sfiorano i 60mila”.

Plausi arrivano
invece dai corpi che resterebbero. Per Gianni Tonelli, segretario del sindacato
di polizia Sap, “i cittadini non possono piu’ sopportare il carrozzone di
sette forze di polizia (cinque statali e due locali): per noi e’ una vittoria che
anche il Governo sia approdato su questa posizione per la quale ci battiamo da
tempo”.